Lunedì, 07 Giugno 2021 09:00

Io le ricordo le file di biciclette parcheggiate sotto le tettorie davanti alla Tubifera...

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Percorrendo la ciclabile che dal Parco di Via Sedini porta alla Coop ultimamente mi capita spesso di pensare com’era muoversi a Sestri in bicicletta quando avevo 12 anni.
Ho sempre abitato a Pila sul Gromolo e Corso Colombo per la Laura bambina era (ed è rimasto ) “il centro”. Al mare da bambina ci andavamo poco spesso perchè era come andare ad una crociata : secchielli, palette, tutto caricato su una delle biciclette ed io seduta sul sedile posteriore, con i piedi spesso a penzoloni (non esistevano i seggiolini certificati!). Devo ammettere che i miei ricordi di quegli anni relativi alla mobilità cicilistica si fermano ai piedi a penzoloni. Perchè poi si arrivava davanti alla scalinata della prima delle piscine di Sant’Anna, la “piscina” dove si andava prima di imparare a nuotare perchè l’acqua era bassa, ma i ricci, spesso insidiosi, si conficcavano nelle piante dei piedi e la sera servivano pinzette ed ago per togliere via le spine.
Il mio mondo di bambina era Pila e nel cortile del condominio in cui abitavo ho imparato ad andare in bicicletta e ho una bella fotografia, che ho cercato e ritrovato non molto tempo fa fa, perchè avevo voglia di ricordare quella bambina..
Vecchio sottopassoDiventare grandi era prendere l’autobus (allora si chiamava corriera) che portava alle medie, almeno finchè le giornate non cambiavano colore. Le ricordo quelle mattine di  primavera, quando   finalmente l’aria era sottile di profumi che promettevano l’estate e potevo prendere la Graziella per andare a scuola. All’andata si percorreva Via Nazionale o  Via Antica Romana Orientale, che   aveva ancora i "bei" laterali. Arrivati poco dopo il ponte romano si cominciava a sperare di trovare il passaggio a livello alzato. Altrimenti, bici in   spalla, si scendevano i gradini per non aspettare che   si sollevasse, perchè ogni attesa allora sembrava durare secoli. Si lasciavano le cartelle sul muretto (sono andata a scuola a  Portobello) e si andava da “Bacci” a prendere la focaccia. Dopo le ore   di scuola e soprattutto se all’ultima ora si ci era spostati in Val di Canepa per fare ginnastica, si percorreva Via Aurelia per tornare a casa. Ricordo che fare quella strada era un insieme di sfida e   paura, perchè in fondo non mi piaceva fare quella strada. L’Aurelia faceva sempre un po’ paura, con le macchine che correvano vicine e bisognava fare attenzione e non sbandare e rimanere entro “la riga gialla”che delimitava il bordo strada per le auto: una relativa salvezza per noi.  All’incrocio con Via Sedini, c’era sempre l’incognita del semaforo per la svolta a sinistra, perchè bisognava essere abbastanza veloci, agili ed anche coordinati. Bisognava ruotare il capo, calcolare la velocità della macchina più vicina e poi ci si cominciava a spostare, con il braccio sinistro alzato ad indicare il nostro spostamento verso il centro della strada. Forse non dovrei scriverlo ma ricordo che spesso tornavano in due sulla stessa bicicletta. Sul retro della Graziella, l'amico stava in piedi e si girava per te e per te allungava il braccio e quasi gridava: VAI! E si andava con l’incoscenza dei 12 anni che a volte proteggono dalle scelte più stupide, con una viabilità che non era caotica come quella attuale perchè non eravamo soltanto noi ragazzi a spostarci in bicicletta.
Io le ricordo le file di biciclette parcheggiate sotto le tettorie davanti alla Fit Ferrotubi, e a volte non so se certi ricordi sono veri o se il tempo, gran signore, mi ha regalato nuove, e a volte non so se certi ricordi sono veri o se il tempo, gran signore, mi ha regalato nuove immagini, per regalarmi ricordi ancora più belli.
Crescendo il mondo si è allargato verso Riva e le sue bellissime spiagge, più adatte ad ospitare le compagnie grandi e rumorose di quanto potessero fare gli scogli di Sant’Anna. La scelta per raggiungere l’Asseu da Pila era tra due salite salite. La prima che, dopo l’Aurelia, girando a destra in Via Gramsci, ti permetteva di vedere se qualche dj stesse entrando o uscendo dalla radio (ricordate che per un periodo Radio EcliVia Sedinisse 82 trasmetteva da lì?). La seconda, prima di scoprire le spiagge di ponente, ti faceva attraversare San Bartolomeo e Riva, portandoti a costeggiare la salita con i cantieri a destra.
Oggi, che non ho più l’incoscienza dei 12 anni, penso che è una fortuna che si possa raggiungere in sicurezza e quasi senza discontinuità gli stessi posti che raggungevo pericolosamente (ed incoscientemente) ormai quarant’anni fa.
Quando avrò l’età di mia madre forse non dovrò dire come lei : meno male che ci sono le ciclabili altrimenti non potrei più andare in bicicletta perchè una Sestri interamente ciclabile é lì dietro l’angolo e noi l’abbiamo vista nascere.
(Laura Bregante)

 

Nota sulle immagini : le immagini presenti nell'articolo (a parte la copertina che é un mio ricordo personale) sono state pubblicate nel gruppo FB Sei di Sestri Levante se e ho scelto di inserirle perchè sono lo specchio fedele dei miei ricordi. Come anticipato in un post sulla nostra pagina FB del mese scorso questo articolo spera di stimolare altri ricordi ed immagini e ricostruire un racconto corale della Sesti che è stata (e che manca un po' a tutti). 

Ultima modifica il Martedì, 15 Giugno 2021 19:55