Domenica, 16 Novembre 2025 08:07

16 novembre : una giornata per riflettere

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Il 16 novembre è la Giornata Mondiale in memoria delle vittime della strada.

Sul sito Istat è possibile reperire sia i dati relativi al 2024 che la stima preliminare relativa al primo semestre del 2025 : sostanzialmente stabili gli scontri stradali con lesioni a persone (-1,3%) e i feriti (-1,2%), in calo le vittime entro il 30° giorno (-6,8%), che, dopo cali variabili nei primi cinque mesi di quest'anno, hanno ripreso invece a crescere a giugno, ultimo mese rilevato.
Riportiamo la lucida analisi di Andrea Colombo che puntualizza che "scomponendo il dato, la riduzione dei morti totali è "trainata" dalle strade urbane, dove si registra il dato migliore (-8,4%), rispetto a una diminuzione più contenuta sulle strade extraurbane e addirittura un aumento sulle autostrade. Potrebbe non essere un caso, visto l'impegno di molte amministrazioni comunali e comunità locali - nonostante tagli di bilancio e ostacoli normativi crescenti a livello nazionale - nel promuovere politiche di sicurezza stradale, adottare misure di riduzione del traffico e della velocità a 30 km/h nelle città, favorire la mobilità sostenibile (il rapporto parla anche di un +36% di viaggi in bike sharing e +34% di percorrenze in monopattino sharing).
Va anche evidenziato, dal punto di vista metodologico, che questa stima preliminare è basata sui dati di Polizia Stradale e Carabinieri (che rilevano circa 1/3 degli scontri totali) e sui dati delle Polizie Locali (che ne rilevano ben i 2/3) di un campione di 198 Comuni (con successiva "espansione all’universo" dei dati del campione, riproporzionati al totale dei Comuni italiani). 

Il trend complessivo delle persone uccise sulla strada resta, in ogni caso, fuori target rispetto all'obiettivo del -50% entro il 2030: siamo soltanto al -14,6% rispetto al 2019, quando a più di metà del decennio dovremmo essere quasi al doppio.

“ll numero di vittime in bici è sempre paurosamente alto e c’è quindi ancora molto da fare per diffondere una diversa idea di sicurezza, all’insegna di consapevolezza ed educazione", dice Luigi Menna, Presidente della Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta.

In tema di incidenti stradali la Federazione riporta da anni i dati di una delle ricerche più importanti. Lo studio internazionale "Safety in Numbers: more walkers and bicyclists, safer walking and bicycling" di P. Jacobsen evidenzia come, raddoppiando il numero di ciclisti per chilometro percorso, il rischio individuale si riduce del 34%, mentre se questi si dimezzano il rischio aumenta del 52%. Diciamola altrimenti: se ci sono più biciclette significa che migliora la sicurezza sulle strade, per tutti gli utenti a cominciare da pedoni e ciclisti. 

Non c'è da girarci intorno. Anche se dal 2000 a oggi la mortalità dei ciclisti è calata (-40% solo negli ultimi dieci anni), la contabilità resta comunque tragica. Bisogna smetterla di trattare gli incidenti come fatalità: occorre cominciare a lavorare sulle città 30, guardando ai modelli virtuosi come quello di Bologna dove i risultati si sono visti. 

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