Martedì, 18 Novembre 2025 20:39

La protesta contro il traffico che genera traffico In evidenza

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Non nascondiamo di avere storto leggermente il naso quando siamo venuti a conoscenza della manifestazione romana organizzata da Fratelli d’Italia proprio nel giorno dedicato alle vittime della strada.

Per quelli che, come noi, credono fermamente che la mobilità sostenibile sia una delle soluzioni possibili per regalare a tutti una scelta, questa manifestazione è apparsa non solo anacronistica ma anche ridicolmente inutile. In Italia l’esempio di Bologna30 è davanti a tutti, con dati statistici, monitorati periodicamente, che restituiscono spazi e sicurezza alle persone.

In realtà la “sfilata di auto” contro le piste ciclabili e le ZTL, organizzata come epica dimostrazione di quanto sia sacro e intoccabile il diritto al pendolarismo motorizzato, ha superato le aspettative, sfociando nella sublime arte dell'auto-sabotaggio.

Trasporto persone alloraL'evento, promosso come un grido di liberazione contro la "dittatura della bicicletta" e la "mobilità ideologica" del Sindaco Gualtieri, si è tenuto - con un tempismo degno della migliore satira involontaria - proprio nella giornata dedicata alle vittime della strada. Un'iniziativa che, se non altro, ha dimostrato un coraggio comunicativo che definire audace è un eufemismo.

La cronaca dell'accaduto è un capolavoro di paradosso. La sfilata di auto, che doveva essere il corteo della riscossa per il diritto a inquinare liberamente, si è letteralmente dissolta prima ancora di raggiungere l'apice della sua magnificenza. Gli organizzatori, con un colpo di scena degno di un dramma greco sulla mobilità urbana, hanno annunciato che la manifestazione era "un successo incredibile" e che, proprio per questo, era stata annullata.

"Abbiamo già vinto. Abbiamo dimostrato che le auto esistono e non le vogliamo ostacolare. Quindi, per non ostacolare le auto... abbiamo fermato le auto," avrebbe potuto dichiarare un portavoce, se avesse avuto il senso del comico che evidentemente manca.

Mentre i sostenitori gridavano al trionfo, in giro per Roma si sono materializzati alcuni fenomeni che hanno trasformato il tutto in un happening involontario.
Un piccolo ma agguerrito gruppo di ciclisti e cicliste si è recato sul punto di ritrovo della protesta. Trovando l'area deserta. Hanno quindi pedalato indisturbati e con il vento in faccia, trasformando involontariamente la sede della protesta in un tratto di pista ciclabile improvvisato.

L'obiettivo era dimostrare l'assurdità del traffico causato dalle ciclabili, ma l'annuncio e l'eventuale, seppur breve, concentrazione di auto hanno rischiato di creare l'unico vero ingorgo significativo della mattinata : la protesta contro il traffico che genera traffico : GENIALE.

È chiaro che il concetto di "successo" per gli organizzatori è un'entità liquida e altamente personalizzabile. Se l'obiettivo era far parlare di sé, missione compiuta! Peccato che l'argomento principale fosse l'assoluta ironia della situazione. L'Italia, da sempre all'avanguardia nell'arte di fare un passo indietro, ha trovato in questa non-manifestazione un nuovo simbolo.

In un'Europa che si affanna a eliminare posti auto e a moltiplicare le piste ciclabili (vedasi l'Olanda, un paese notoriamente governato da una folle cabala di ambientalisti radicali), Roma ha preferito alzare la bandiera del "diritto alla quarta marcia in centro storico".

Alla fine, la manifestazione contro le ciclabili ha involontariamente generato l'unica cosa che i ciclisti sognano: strade libere dal traffico. Un successo, insomma, ma per il partito avversario.

Per puro spirito esplicativo, abbiamo aggiunto un'infografica tratta da un tweet di Taras Grescoe, autore e saggista, esperto di mobilitàa che rappresenta schematicamente il numero di persone trasportate ogni ora su una corsia stradale di 3,5 metri di larghezza:

  1. Auto: 2.000 (una persona a bordo)
  2. Autobus: 9.000
  3. Bicicletta: 14.000
  4. Pedoni: 19.000
  5. Autobus su corsia preferenziale 20.000
  6. Tram 22.000
  7. Rapid Transit Bus 43.000
  8. Metropolitana 80.000
  9. Treno locale 100.000

Si può fare l’obiezione che le auto possono trasportare 4-5 persone e non solo una. È vero, ma anche nell’ora di punta è molto raro vedere un’automobile con più di una o due persone a bordo. In genere l’occupazione media è 1,2 persone, ovvero solo un’auto su cinque ha due persone a bordo. Le automobili con quattro persone a bordo sono mosche bianche.

Al contrario, è vero che gli autobus spesso viaggiano semi-vuoti. Ma non nelle ore di punta: in questi orari i mezzi pubblici sono sempre pieni o quasi pieni, anche nelle città dove questi sono considerati inefficienti. (grazie a Benzinazero per il bell'articolo intitolato "Chi parla di fare nuove strade per "ridurre il traffico" è ingenuo o in mala fede", sempre attuale.

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