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Mercoledì, 21 Gennaio 2026 16:35

Cykelgata – Strada ciclabile

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A ottobre è stata inaugurata la prima cykelgata di Lund. Su una cykelgata gli automobilisti possono circolare solo alle condizioni dei ciclisti e i ciclisti hanno la precedenza! Si tratta di una strada già esistente che viene trasformata in modo che i ciclisti abbiano la precedenza. La cykelgata, che possiamo tradurre in italiano con strada ciclabile, può essere una buona alternativa nei luoghi in cui non c’è sufficiente spazio per creare piste ciclabili separate.

La prima strada ciclabile europea nasce all’inizio degli anni ’80 a Brema, in Germania, come soluzione economica alla carenza di infrastrutture ciclabili. Quando nel 1997 la strada ciclabile ottenne una propria segnaletica e venne inserita nel codice della strada, divenne un concetto di successo nel sistema di infrastrutture tedesco. Oggi il concetto di strada ciclabile è diffuso in molti paesi europei (Olanda, Norvegia, Danimarca, Svizzera, Spagna, Belgio, Francia e Austria) come principio progettuale e in alcuni paesi, per esempio la Germania, come regolamentazione ufficiale del traffico.

In Svezia le strade ciclabili furono sperimentate per la prima volta tra la fine degli anni 2000 e l’inizio degli anni 2010 in diverse città, tra cui Linköping, Malmö e Göteborg. Gli esperimenti non modificarono la struttura delle strade, ma introdussero limiti di velocità ridotti e segnaletica dedicata, con l’obiettivo di valutare se queste misure rendessero più sicura la circolazione dei ciclisti nel traffico misto.

Nell’autunno del 2020 è stata introdotta la cykelgata come una nuova tipologia di strada nel Codice stradale svedese e, il 1° dicembre 2020, il governo ha dato ai comuni la possibilità giuridica di istituire strade ciclabili tramite ordinanze locali sul traffico. Nel Codice stradale svedese sono indicate le seguenti disposizioni a riguardo:

In una strada ciclabile valgono le seguenti regole:

  1. I veicoli non possono circolare a una velocità superiore a 30 km/h.
  2. I veicoli non possono essere parcheggiati in luoghi diversi dalle aree di parcheggio appositamente predisposte.
  3. Un conducente che da una strada entra in una strada ciclabile ha l’obbligo di dare la precedenza ai veicoli presenti sulla strada ciclabile.
  4. Un conducente di un veicolo a motore deve adeguare la velocità al traffico ciclabile.

In aggiunta a queste disposizioni, l’Agenzia dei Trasporti svedese ha introdotto anche due nuovi segnali stradali appositi per le strade ciclabili. Nei manuali nazionali di pianificazione urbana non sono presenti linee guida specifiche sulle strade ciclabili, ma in alcuni viene riportata una breve descrizione di queste, accompagnata da raccomandazioni. Le strade ciclabili sono proposte come soluzione negli ambienti a traffico misto in cui il flusso di biciclette è elevato. Sia la quantità totale di ciclisti, sia la quantità di ciclisti in rapporto ai veicoli a motore sono descritte come aspetti importanti da considerare. Inoltre, le strade ciclabili sono indicate come una soluzione da applicare esclusivamente nei centri urbani.

Queste sono le raccomandazioni fornite per le strade ciclabili:

  • Il rapporto ciclisti-automobilisti è superiore a 2:1.
  • Meno di 500 veicoli a motore/giorno.
  • Velocità massima 30 km/h.
  • Segnaletica direzionale nei punti di entrata/uscita del percorso.
  • Non dovrebbe essere consentita la sosta sulla carreggiata e i veicoli parcheggiati devono essere ridotti al minimo.
  • Larghezza della strada di 4,5 metri, in modo che 2+2 ciclisti possano incrociarsi.
  • Possono essere adottate misure di moderazione della velocità.
  • La pavimentazione deve essere regolare per garantire la migliore scorrevolezza; l’asfalto è da preferire.

La prima cykelgata di Lund si trova su parte di due strade centrali della città che fiancheggiano il Botaniska Trädgården, il giardino botanico. Si tratta di un progetto pilota del comune di Lund in collaborazione con la Lunds Tekniska Högskola (LTH, Facoltà di Ingegneria dell’Università di Lund) e con l’Istituto statale di ricerca su strade e trasporti (VTI). Queste due strade lungo il giardino botanico sono state scelte per avviare il progetto proprio perché le misurazioni hanno mostrato che qui transitano circa il doppio dei ciclisti rispetto agli automobilisti.

cykalgata karta kopieraLa cartina mostra la cykelgata in blu. L’area verde a sinistra della cykelgata è il giardino botanico.

Le strade ciclabili sono un concetto relativamente nuovo nella legislazione svedese sul traffico. Al momento ce ne sono ancora poche nel paese e non esistono molte linee guida su come dovrebbero essere progettate. Chunli Zhao, ricercatrice presso LTH, spiega in un’intervista al quotidiano Sydsvenskan che le strade ciclabili non sono state introdotte in modo sistematico nelle città svedesi. Mancano anche valutazioni, sia su come le strade ciclabili possano promuovere l’uso della bicicletta, sia su quali misure funzionino e quali no. Per questo motivo il Comune di Lund, insieme a LTH e a VTI, studierà come le persone si muovono effettivamente su una strada ciclabile, in relazione al modo in cui essa è progettata. Due telecamere fisse e alcune telecamere montate su droni registrano le interazioni tra ciclisti, automobilisti e pedoni.

La strada ciclabile verrà riprogettata nel corso della durata del progetto e i ricercatori studieranno come il comportamento degli utenti della strada cambi in base all’aspetto della strada. Julia Bengtsson, ingegnera del traffico del comune di Lund, spiega: “Vogliamo capire quanto sia necessario intervenire su una strada per ottenere il rispetto delle regole. Invece di realizzare subito una soluzione permanente, che comporta costi elevati, questa è un’ottima opportunità di collaborazione tra il comune e i ricercatori. Possiamo testare diverse soluzioni e vedere quale funzioni meglio”.

Il progetto verrà sviluppato in più fasi nell’arco di un anno per osservare come le diverse misure influenzino il comportamento di ciclisti e automobilisti sulla strada in questione. Ogni cambiamento viene valutato per capire cosa sia necessario affinché una strada diventi una buona strada ciclabile. Una volta concluso il progetto l’obiettivo è quello di applicare il metodo migliore per creare altre nuove strade ciclabili.

All’inizio di ottobre, durante la prima fase, il comune ha installato dei pannelli informativi e all’incrocio tra le due strade coinvolte nel progetto è stata modificata la precedenza: ora i veicoli devono dare la precedenza a chi proviene dalla strada ciclabile. Il pannello informativo indica le regole che valgono sulla strada ciclabile: gli automobilisti possono circolare, ma devono adeguare la velocità a quella dei ciclisti. Ma che cosa significa esattamente? “La regolamentazione è un po’ vaga anche per noi come comune. Come automobilista, però, si deve dare la precedenza ai ciclisti e bisogna restare dietro ai ciclisti, non sorpassarli!” spiega Julia Bengtsson.

Namnlös bildCartello informativo posto all’ingresso della cykelgata. (Immagine: Lunds kommun)

In questa prima fase sono anche stati installati i segnali stradali appositi: cartelli blu con una grande bicicletta in primo piano e una piccola auto in secondo piano. Per molti utenti della strada probabilmente non è del tutto evidente che cosa significhi questo cartello stradale, dato che le strade ciclabili sono ancora così rare. Forse, ancora più fonte di confusione è il retro del cartello, che si vede quando si esce dalla strada ciclabile. In questo caso la bicicletta è contrassegnata da una linea rossa, che può essere interpretata come un divieto di circolare in bicicletta. In realtà non è così: si può continuare a pedalare, solo che i ciclisti non hanno più la precedenza come nella strada ciclabile.
cartelliI cartelli stradali appositi di inizio e fine cykelgata. (Immagine: Lunds kommun)

A fine ottobre è iniziata la seconda fase del progetto in cui la strada ciclabile è diventata un po’ più chiara: sono stati dipinti grandi simboli bianchi di biciclette sulla carreggiata e la parte meridionale della strada è stata ristretta con fioriere. L’idea è quella di restringere la carreggiata e ridurre la velocità delle auto senza rendere più difficile il passaggio per i ciclisti.

segnaleticaSegnaletica orizzontale e fioriere con dispositivi catarifrangenti.

Nella primavera del 2026 verrà la terza fase: si continuerà lo sviluppo della strada ciclabile e si inizierà a valutare quanto realizzato in autunno. In questa fase parteciperà anche la International School of Lund, una scuola primaria e secondaria con molti alunni che si recano a scuola in biciletta e il cui accesso si trova sulla nuova strada ciclabile. La scuola potrà analizzare più da vicino la progettazione della strada ciclabile e gli alunni potranno dare la loro opinione e le loro proposte di modifica e miglioramento.

Quale sarà dunque il futuro delle strade ciclabili a Lund? Dipenderà in gran parte dall’esito di questo progetto che tra circa un anno si concluderà. Successivamente verrà presa una decisione se, e in che modo, sia possibile creare altre strade ciclabili in città. L’ufficio tecnico del comune di Lund crede che questa possa essere una buona regolamentazione da utilizzare dove non c’è sufficiente spazio per nuove piste ciclabili, per permettere ai ciclisti di pedalare nel traffico misto in sicurezza avendo la precedenza sugli automobilisti.

Ci sono alcuni studi fatti negli ultimi anni sulle strade ciclabili, il loro scopo e la loro riuscita in diversi comuni della Svezia. In questi studi si è visto che lo scopo alla base dei progetti varia, ma in generale è quello di creare ambienti stradali sicuri e tranquilli che favoriscano il traffico ciclistico. Possono inoltre servire a colmare collegamenti mancanti nella rete ciclabile, creare un’infrastruttura ciclabile sicura in aree densamente edificate o nelle strette vie dei centri storici, convogliare i ciclisti dalle strade circostanti, consentire la circolazione affiancata in bicicletta o ridurre il numero di veicoli a motore sulla strada.

Un altro aspetto osservato è che le strade ciclabili aiutano ad aumentare lo status della bicicletta come mezzo di trasporto, migliorando sicurezza, comfort e attrattività degli spazi stradali. Un ambiente percepito come sicuro e piacevole influisce in modo decisivo sulla scelta di spostarsi in bicicletta, soprattutto dove mancano piste ciclabili separate e il traffico misto scoraggia molti utenti. Investire nella qualità dell’infrastruttura ciclabile, anche con soluzioni tecnicamente avanzate come la strada ciclabile, contribuisce a rendere la bicicletta più competitiva rispetto all’auto. Diversi studi mostrano che le strade ciclabili favoriscono una mobilità più sostenibile: aumentano l’uso quotidiano della bicicletta e la disponibilità degli automobilisti a ridurre l’uso dell’auto, anche se l’effetto immediato sul traffico automobilistico è limitato. Inoltre, pur non essendo sicure quanto le piste ciclabili separate, risultano più sicure rispetto al traffico misto tradizionale, grazie a velocità più basse, maggiore visibilità dei ciclisti e minori conflitti con i veicoli a motore. Per questo rappresentano una soluzione efficace, soprattutto negli spazi urbani dove le risorse e lo spazio sono limitati.

Le strade ciclabili offrono diversi vantaggi, ma presentano anche alcune criticità. Tra i rischi principali vi è un possibile aumento degli incidenti dovuto a un comportamento più rilassato e meno attento dei ciclisti. Un altro rischio è che la strada ciclabile diventi una soluzione di compromesso, influenzata da interessi esterni (ad esempio quelli dei commercianti), e finisca per perdere il suo obiettivo principale di dare priorità ai ciclisti rispetto alle auto. Un’ulteriore sfida sta nel rispetto delle regole e nella comprensione delle strade ciclabili, sia da parte dei ciclisti che degli automobilisti; quindi, bisogna porre attenzione al modo in cui le informazioni sulla nuova regolamentazione vengono comunicate. Quando si introduce un cambiamento normativo di tale rilevanza, ulteriori misure informative possono essere opportune affinché gli utenti della strada comprendano le regole delle strade ciclabili.

Gli studi fatti sottolineano infine che l’aumento della ciclabilità non dipende solo dall’infrastruttura, ma da una visione a lungo termine che includa fattori culturali, organizzativi e politici. Le strade ciclabili e altre soluzioni devono essere accompagnate da politiche nazionali chiare, investimenti, incentivi e misure che favoriscano la bicicletta e, allo stesso tempo, rendano meno attrattivo l’uso dell’auto. Senza un forte supporto politico e strategico, la sola infrastruttura non è sufficiente per aumentare in modo significativo l’uso della bicicletta.

In Italia esiste già una soluzione infrastrutturale molto simile alla cykelgata: la strada urbana ciclabile, definita nel Codice della Strada come strada E-bis. Non si tratta quindi di un’idea sperimentale o priva di base normativa, ma di uno strumento già disponibile ai comuni. FIAB ha dedicato a questa tipologia stradale una specifica scheda tecnica all’interno del documento “Dare strada alle biciclette”, pubblicato nel 2021, proprio per facilitarne la comprensione e l’applicazione da parte delle amministrazioni locali.

fiab scheda tecnica Scheda presa da “Dare strada alle biciclette”, FIAB (2021)

La vera domanda, quindi, non è se sia possibile realizzare strade urbane ciclabili, ma dove e quando iniziare a farlo. Anche nelle cittadine del Tigullio esistono strade urbane con un’elevata presenza di ciclisti, dove lo spazio ridotto, l’edificazione storica o la funzione di collegamento rendono difficile la realizzazione di piste ciclabili separate. In questi contesti, la strada E-bis potrebbe rappresentare una soluzione efficace e relativamente rapida per aumentare la sicurezza e la continuità della rete ciclabile.

Alcuni esempi potrebbero essere:

  • strade di collegamento interne ai centri abitati, utilizzate quotidianamente da residenti e pendolari in bicicletta;
  • strade di accesso a scuole, stazioni ferroviarie e servizi pubblici, dove il traffico ciclistico è già consistente;
  • strade parallele alla viabilità principale, oggi utilizzate come scorciatoie dalle auto, ma che potrebbero essere restituite a una funzione prevalentemente ciclabile.

In comuni come Sestri Levante, Lavagna, Chiavari, Rapallo e Santa Margherita Ligure, non mancano esempi di strade urbane con caratteristiche compatibili con la strada E-bis: carreggiate non troppo larghe, velocità già limitate o facilmente riducibili, traffico motorizzato locale e un uso ciclistico già presente, seppur spesso in condizioni di scarsa sicurezza.

L’esperienza di Lund mostra che non è necessario realizzare subito interventi costosi o definitivi: si può partire con progetti pilota, segnaletica chiara, moderazione della velocità e una fase di monitoraggio, coinvolgendo cittadini, scuole e associazioni locali. Questo approccio consentirebbe di testare le soluzioni, raccogliere dati e migliorare progressivamente la progettazione.

Per questo motivo, come associazione che promuove la mobilità ciclabile, FIAB Tigullio rivolge un invito diretto ai sindaci, agli assessori alla mobilità e agli uffici tecnici dei comuni del Tigullio: iniziate a considerare seriamente la strada urbana ciclabile come uno strumento concreto per migliorare la sicurezza, la qualità dello spazio pubblico e la mobilità quotidiana.

Dare più spazio e priorità alla bicicletta non significa escludere l’auto, ma ridisegnare le strade in modo più equo, sicuro e adatto alle città in cui viviamo. La normativa esiste, gli esempi europei funzionano: ora serve la volontà politica di mettere queste soluzioni alla prova anche sul nostro territorio.

Grazie per il tempo che avete dedicato a questa lettura! Se non li aveste ancora letti, qui trovate i miei precedenti articoli.

Sempre sui pedali, Viola.

 

 

 

Arianna
Venerdì 16 gennaio alle ore 17:30
incontreremo nella nostra sede Arianna Meschia che dialogherà con il nostro presidente Marco Veirana.
Arianna Meschia è una figura poliedrica: laureata a Londra, ha lavorato nel mondo della produzione cinematografica prima di dedicarsi alla sua passione per il viaggio e il ciclismo. Oltre alla scrittura, è attiva come tour leader e appassionata di bikepacking, promuovendo una visione del ciclismo che sfida gli stereotipi di genere. Si definisce ispirata da pioniere come Alfonsina Strada, rivendicando uno spazio femminile in uno sport storicamente maschile.

Arianna racconterà il suo viaggio compiuto tra memoria familiare e solidarietà che ha trovato forma scritta nel libro pubblicato nel luglio 2025 dalla casa editrice Bookabook, "Prima del Giro" : memoir intimo e ironico che intreccia la sua storia personale con un'impresa sportiva d'altri tempi, trasformando una sfida ciclistica in un percorso di riscoperta delle proprie radici e in un veicolo per attività benefiche. Il cuore del racconto è la spedizione compiuta da Arianna centosedici anni dopo quella del suo bisnonno, Daniele Tatta. Nel 1905, Tatta attraversò l'Italia e la Francia in bicicletta, arrivando fino a Marsiglia, un'impresa straordinaria per l'epoca. Spinta dalla voglia di ritrovare un senso di "casa" in un momento di incertezza, Arianna decide di ripercorrere lo stesso itinerario. Il libro documenta questo viaggio tra strade bianche, fatiche moderne e incontri sorprendenti, celebrando la bicicletta come strumento di connessione tra generazioni e territori.

L'aspetto distintivo dell'impresa raccontata in "Prima del Giro" è la sua forte impronta solidale. Durante il suo viaggio, Arianna si è posta l'obiettivo di trasformare i chilometri percorsi in aiuto concreto : il principale obiettivo è stato raccogliere fondi da devolvere a 88bikes, ONG che raccoglie e dona biciclette alle bambine nei paesi in via di sviluppo.   
Nel contempo ha promosso l'uso della bicicletta non solo come svago, ma come strumento di emancipazione e mobilità sostenibile, con un'attenzione particolare all'ispirazione per le nuove generazioni di cicliste. 
 
Intervistata da Radio Babboleo Arianna aveva raccontato con queste parole la sua avventura:

“Scoprendo la sua storia [del bisnonno] ho avvertito un forte richiamo alle mie radici. Mi sono veramente stupita di questo sarto 27enne che a tutto pensava fuorché a mettere su famiglia e a sistemarsi. E invece, chissà perchè, nel 1905 decideva di prendersi una pausa da lavoro per provare a stabilire questo record in bici, sua grande passione nella vita”.

Trovate un bell'articolo sull'impresa di Arianna Meschia sulla nostra rivista BC.

 

 

Martedì, 18 Novembre 2025 20:39

La protesta contro il traffico che genera traffico

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Non nascondiamo di avere storto leggermente il naso quando siamo venuti a conoscenza della manifestazione romana organizzata da Fratelli d’Italia proprio nel giorno dedicato alle vittime della strada.

Per quelli che, come noi, credono fermamente che la mobilità sostenibile sia una delle soluzioni possibili per regalare a tutti una scelta, questa manifestazione è apparsa non solo anacronistica ma anche ridicolmente inutile. In Italia l’esempio di Bologna30 è davanti a tutti, con dati statistici, monitorati periodicamente, che restituiscono spazi e sicurezza alle persone.

In realtà la “sfilata di auto” contro le piste ciclabili e le ZTL, organizzata come epica dimostrazione di quanto sia sacro e intoccabile il diritto al pendolarismo motorizzato, ha superato le aspettative, sfociando nella sublime arte dell'auto-sabotaggio.

Trasporto persone alloraL'evento, promosso come un grido di liberazione contro la "dittatura della bicicletta" e la "mobilità ideologica" del Sindaco Gualtieri, si è tenuto - con un tempismo degno della migliore satira involontaria - proprio nella giornata dedicata alle vittime della strada. Un'iniziativa che, se non altro, ha dimostrato un coraggio comunicativo che definire audace è un eufemismo.

La cronaca dell'accaduto è un capolavoro di paradosso. La sfilata di auto, che doveva essere il corteo della riscossa per il diritto a inquinare liberamente, si è letteralmente dissolta prima ancora di raggiungere l'apice della sua magnificenza. Gli organizzatori, con un colpo di scena degno di un dramma greco sulla mobilità urbana, hanno annunciato che la manifestazione era "un successo incredibile" e che, proprio per questo, era stata annullata.

"Abbiamo già vinto. Abbiamo dimostrato che le auto esistono e non le vogliamo ostacolare. Quindi, per non ostacolare le auto... abbiamo fermato le auto," avrebbe potuto dichiarare un portavoce, se avesse avuto il senso del comico che evidentemente manca.

Mentre i sostenitori gridavano al trionfo, in giro per Roma si sono materializzati alcuni fenomeni che hanno trasformato il tutto in un happening involontario.
Un piccolo ma agguerrito gruppo di ciclisti e cicliste si è recato sul punto di ritrovo della protesta. Trovando l'area deserta. Hanno quindi pedalato indisturbati e con il vento in faccia, trasformando involontariamente la sede della protesta in un tratto di pista ciclabile improvvisato.

L'obiettivo era dimostrare l'assurdità del traffico causato dalle ciclabili, ma l'annuncio e l'eventuale, seppur breve, concentrazione di auto hanno rischiato di creare l'unico vero ingorgo significativo della mattinata : la protesta contro il traffico che genera traffico : GENIALE.

È chiaro che il concetto di "successo" per gli organizzatori è un'entità liquida e altamente personalizzabile. Se l'obiettivo era far parlare di sé, missione compiuta! Peccato che l'argomento principale fosse l'assoluta ironia della situazione. L'Italia, da sempre all'avanguardia nell'arte di fare un passo indietro, ha trovato in questa non-manifestazione un nuovo simbolo.

In un'Europa che si affanna a eliminare posti auto e a moltiplicare le piste ciclabili (vedasi l'Olanda, un paese notoriamente governato da una folle cabala di ambientalisti radicali), Roma ha preferito alzare la bandiera del "diritto alla quarta marcia in centro storico".

Alla fine, la manifestazione contro le ciclabili ha involontariamente generato l'unica cosa che i ciclisti sognano: strade libere dal traffico. Un successo, insomma, ma per il partito avversario.

Per puro spirito esplicativo, abbiamo aggiunto un'infografica tratta da un tweet di Taras Grescoe, autore e saggista, esperto di mobilitàa che rappresenta schematicamente il numero di persone trasportate ogni ora su una corsia stradale di 3,5 metri di larghezza:

  1. Auto: 2.000 (una persona a bordo)
  2. Autobus: 9.000
  3. Bicicletta: 14.000
  4. Pedoni: 19.000
  5. Autobus su corsia preferenziale 20.000
  6. Tram 22.000
  7. Rapid Transit Bus 43.000
  8. Metropolitana 80.000
  9. Treno locale 100.000

Si può fare l’obiezione che le auto possono trasportare 4-5 persone e non solo una. È vero, ma anche nell’ora di punta è molto raro vedere un’automobile con più di una o due persone a bordo. In genere l’occupazione media è 1,2 persone, ovvero solo un’auto su cinque ha due persone a bordo. Le automobili con quattro persone a bordo sono mosche bianche.

Al contrario, è vero che gli autobus spesso viaggiano semi-vuoti. Ma non nelle ore di punta: in questi orari i mezzi pubblici sono sempre pieni o quasi pieni, anche nelle città dove questi sono considerati inefficienti. (grazie a Benzinazero per il bell'articolo intitolato "Chi parla di fare nuove strade per "ridurre il traffico" è ingenuo o in mala fede", sempre attuale.

Martedì, 16 Settembre 2025 21:30

Tigullio Women Bike Ride

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Tigullio Women Bike Ride è un movimento ciclistico di donne che ha preso vita a fine agosto 2025 (il 30 per la precisione) nell’ambito di FIAB Tigullio, quando alcune socie storiche dell’associazione sono state coinvolte nel progetto.
Grazie al supporto delle amiche di Genova Women Bike Ride e della sezione Fiab Tigullio, sei donne con diversi bagagli professionali, ma unite nella visione e negli intenti, si sono ritrovate a condividere gli ideali di un progetto enorme, erede del Fancy Women Bike Ride, ideato da Sema Gur e Pinar Pinzuti, che negli anni è riuscito a coinvolgere 250 città in 30 Paesi diversi.
Il movimento, lontano da ideologie politiche e commerciali, ha raggiunto il suo scopo nel 2023, lasciando orfane tutte quelle donne che si riconoscono nell’idea di una mobilità accessibile, urbana a misura di tutti, senza restrizioni legate al vestiario o alla sicurezza dello spazio pubblico.

Women Bike Ride è l’evoluzione del Fancy Women, con un nome in lingua inglese, dettato dalla volontà di ampliare la cerchia a livello internazionale.

Quando le socie di Fiab Tigullio si sono riunite ad agosto, la scelta della denominazione geografica da aggiungere al nome inglese non è stata semplice perché Tigullio non è una città, ma un territorio ampio. Anche in questo caso, la decisione è stata ponderata e sottende il desiderio di includere il maggior numero di spazi geografici, non limitando ma ampliando la visione in prospettiva di un futuro non lontano in cui ogni città avrà il suo Women Bike Ride, nella speranza di un mondo in cui non ci sarà più bisogno di pedalare insieme per rivendicare educazione, conoscenza, consapevolezza e rispetto degli spazi sociali e politici delle donne, delle persone in bicicletta e dell'ambiente.

Terminiamo con le parole di Pinar Pinzuti, vincitrice insieme a Sema Gur, del premio World Bicycle Day Special Award 2022 assegnatole dalle Nazioni Unite per aver ideato il Fancy Women Bike Ride

La bicicletta è uno strumento formidabile per noi donne è un mezzo per renderci visibili nello spazio pubblico e rivendicare rispetto e visibilità nella società. La Fancy Women Bike Ride unisce donne di diversa provenienza sociale e culturale, emancipandole: da città in cui il diritto a usare la bicicletta come mezzo di trasporto è riconosciuto a città in cui anche organizzare un evento di festa, senza antagonismo, come questo è stato complicato, se non osteggiato. Non devi essere di destra o di sinistra per pedalare, non c'è distinzione fra chi è islamica o cristiana o non credente, devi solo rappresentare te stessa per come ti piaci. Il messaggio è semplice: sii donna e pedala



Crediti sull’immagine : essendo alla prima uscita la foto della miniatura è stata presa in prestito da qui

Libertà in bici - Ciclismo per tutti! Suonano come slogan da campagna elettorale, ma in realtà sono i nomi di due progetti svedesi molto concreti che promuovono corsi per adulti per imparare ad andare in bicicletta. Un’iniziativa semplice e democratica!

In Svezia, come in Italia, saper andare in bicicletta è una cosa che diamo per scontata, insomma pensiamo che tutti l’abbiano imparata da bambini. Ma in realtà non tutti ne hanno avuto la possibilità, per diversi motivi. Un esempio sono gli immigrati adulti provenienti da paesi senza una cultura ciclistica. Spesso sono le donne a non aver mai imparato a pedalare per motivi culturali o geografici. Imparare ad andare in bici permette di muoversi in modo semplice, economico e salutare. Ma impararlo da adulti può anche dare molta soddisfazione perché è divertente, accresce l’autostima e dà un grande senso di libertà e di inclusione allo stesso tempo!

Piccola digressione: Stati Uniti, 1892. All'età di 53 anni, Frances Willard, suffragetta e attivista americana, decide di imparare ad andare in bicicletta. La società e molti di coloro che la circondano disapprovano questa scelta. Tuttavia, Frances si esercita con determinazione ogni giorno e diventa sempre più abile con la sua bicicletta, affettuosamente battezzata Gladys. Nel suo libro A Wheel within a Wheel: How I Learned to Ride the Bicycle Frances sostiene che è importante che anche le donne imparino ad andare in bicicletta, perché più uomini e donne condividono esperienze, pensieri e azioni, migliore sarà la società in cui vivono.

Frances con Gladys.

Torniamo in Europa ai giorni nostri. Organizzazioni come Club Global1, Cykelfrämjandet2 e Röda Korset3  lavorano attivamente da anni in Svezia per garantire a tutti – indipendentemente da età, genere o provenienza – l’opportunità di imparare ad andare in bicicletta organizzando corsi gratuiti.

Questi corsi si svolgono in un ambiente sicuro e amichevole, con l’assistenza di istruttori esperti e motivati. I corsi offrono anche l’uso gratuito di biciclette e caschi, e includono una copertura assicurativa. Si parte da esercizi di equilibrio e frenata per poi progressivamente arrivare a pedalare nel traffico urbano.

Quello che muove i partecipanti ai corsi può essere il desiderio di muoversi in autonomia, per esempio per motivi di lavoro o di studio, o semplicemente per il piacere di sentirsi liberi o di non sentirsi esclusi da qualcosa di molto comune e quotidiano nel paese in cui vivono. In un video dove alcuni partecipanti venivano intervistati mi ha colpito quello che ha detto una donna: “Lo faccio per i miei figli, per dimostrargli che tutto si può imparare, voglio essere un buon esempio per loro”. Oltre ai benefici per la salute e l’ambiente, questi progetti favoriscono l’integrazione sociale e la creazione di nuove amicizie. In un paese dove la bicicletta è parte integrante della vita quotidiana, imparare a pedalare può davvero cambiare la vita.

“Andare in bicicletta è fantastico, ci si sente liberi! Si sta più in forma. Stare insieme agli altri significa molto, ho fatto molte nuove amicizie grazie al ciclismo!"; partecipante di un corso a Göteborg.

A Lund, città dove vivo e dove è normalissimo muoversi in bicicletta, Röda Korset, in collaborazione con l’amministrazione comunale, ha lanciato già dal 2016 Cykelskolan (tradotto: la scuola di bici), totalmente gratuita. Si pedala con il supporto di istruttori volontari, che parlano in svedese semplificato o inglese, in una zona protetta dalla viabilità urbana. Il corso prevede circa 8 incontri e include l'apprendimento dei segnali stradali e delle regole di base. Al termine si ottiene anche un attestato. Questi corsi in questi anni hanno formato centinaia di nuovi ciclisti adulti, spesso donne provenienti da altri paesi. Nel 2023 Cykelskolan ha ricevuto il premio per l'integrazione del Comune di Lund per aver creato un importante forum per lo scambio culturale e aver contribuito all'integrazione di un folto gruppo di nuovi abitanti di Lund, aumentando la libertà e la fiducia in sé stessi di molte persone.

Cykelskolan, Lund.

Progetti simili sono presenti in tante altre città svedesi, per esempio nelle tre città maggiori, Stoccolma, Göteborg e Malmö dove dal 2016 Cykelfrämjandet organizza e promuove i corsi per imparare a pedalare con il progetto Frihet på cykel. Solo nel 2021 sono stati formati 900 nuovi ciclisti con l’aiuto di circa 400 volontari. Cykelfrämjandet si occupa anche di formare i volontari con corsi gratuiti e di trovare soggetti interessati a supportare il progetto economicamente.

“È molto divertente condividere la gioia che si prova quando i partecipanti imparano ad andare in bicicletta: ‘So andare in bicicletta!’, gridano a gran voce…”; Paul, volontario di Cykelfrämjandet a Göteborg.

"I nostri partecipanti sono così grati, ma di solito diciamo loro che siamo noi così grati di poter vedere questa gioia. Si dà molto, ma si riceve in cambio gioia. È questo che ci spinge a continuare."; Kristin, volontaria di Cykelfrämjandet.

Frihet på cykel, www.cykelframjandet.se

Frihet på cykel è anche stato oggetto di uno studio etnologico svolto dalla ricercatrice Charlotte Hagström per l’Università di Lund. Hagström ha osservato lezioni e intervistato partecipanti e volontari a Malmö e Stoccolma. Nel suo articolo sottolinea il ruolo della bicicletta, sia dal punto di vista individuale che sociale, e i diversi motivi per cui il saperla utilizzare è importante. Hagström analizza le ragioni per cui le e i partecipanti (per lo più donne nate fuori dalla Svezia), non l’abbiano imparato prima e quali motivazioni abbiano per impararlo ora.

"Imparare ad andare in bicicletta significa anche espandere lo spazio e il mondo, sia in senso figurato che letterale. È associato a molte emozioni ed esperienze: è gioia, felicità e orgoglio, è esperienza di indipendenza e autonomia, è libertà in bicicletta."; Charlotte Hagström.

L’altro “slogan-progetto” che vi ho citato all’inizio di questo articolo è Cyklande för alla! Si tratta di un progetto pilota partito nel 2010 grazie a Club Global e al sostegno di Trafikverket4. Durante il progetto pilota sono stati formati circa 40 nuovi cicliste e ciclisti di diverse età e origini. Un corso intensivo di due settimane si è tenuto in estate a Bräcke, una piccola località del nord della Svezia che accoglie numerosi rifugiati ONU. In autunno, le lezioni si sono tenute invece in diverse zone urbane di Göteborg.

Partecipanti ricevono diploma a fine corso. Foto da Cyklande för alla.

Da questo progetto pilota è nato il manuale Cyklande För Alla! Konsten att lära vuxna att cykla di Ian Fiddies, tradotto e pubblicato anche in italiano grazie a Nuova Mobilità5 con il titolo Ciclismo per tutti! L’arte di insegnare il ciclismo agli adulti e disponibile online qui.

Il manuale è uno strumento pratico utile per tutte le associazioni o i soggetti che vogliono organizzare corsi di ciclismo per adulti. Le tecniche descritte si basano su corsi di ciclismo per adulti sviluppati nei Paesi Bassi, adattati e migliorati per rispondere alle esigenze locali della Svezia. Vengono riportate esperienze vissute direttamente dagli autori.

La metodologia utilizzata si è dimostrata efficace con la maggior parte degli allievi, anche se resta sempre aperta a miglioramenti. È divisa in tre fasi:

Fase 1 – Le prime pedalate: esercizi di equilibrio, tecniche di frenata e avviamento autonomo.

Esercizio di equilibrio, foto da Cyklande för alla!

Fase 2 – Quando si pedala: esercizi su partenze e arresti, curve, salite e discese e segnalazioni manuali.

Fase 3 – Nel traffico: introduzione pratica e teorica alle regole stradali e alla sicurezza.

Il manuale include anche consigli sulla scelta delle bici per le diverse fasi dei corsi, sui luoghi adatti, sull’uso del casco e su come organizzare corsi e trovare fondi.

Anche in Italia esistono esperienze simili. A Torino, l’associazione FIAB Torino Bici & Dintorni ha avviato il progetto Non è mai troppo tardi, rivolto a adulti che vogliono imparare ad andare in bicicletta. Mirela, originaria della Romania e partecipante al corso nel 2017, è riuscita a superare la paura e oggi si muove solo in bici. La sua storia dimostra che con impegno, supporto e un gruppo accogliente, non è mai troppo tardi per imparare qualcosa di nuovo.

"Non è mai troppo tardi per imparare. Oggi vado ovunque in bici: è una passione, una libertà, e fa bene a me e all’ambiente."; Mirela.

Un altro buon esempio italo-spagnolo è il progetto Let’s Cycling che si è svolto tra maggio 2022 e aprile 2023 a Bologna e Valencia, con l’obiettivo di promuovere l'inclusione sociale e la mobilità sostenibile attraverso l'educazione all'uso della bicicletta. Il concetto alla base del progetto è l’educazione alla cittadinanza globale come azione trasformativa, ovvero educare le persone ad essere parte attiva del cambiamento e promuovere il pensiero critico focalizzandosi su tematiche come l’uguaglianza di genere, la diversità culturale e la sostenibilità ambientale, tutti temi collegati agli obiettivi di Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile6.

Il progetto ha coinvolto diversi operatori di associazioni, cooperative sociali e centri culturali attivi nelle aree di Bologna e Valencia. I partecipanti sono stati giovani e donne straniere in condizioni di fragilità, che generalmente non hanno accesso alle stesse opportunità formative dei cittadini europei. La metodologia utilizzata, denominata BiciLiberaTutt*, è quella ideata dall’associazione Salvaiciclisti7 di Bologna. Questa metodologia si propone di facilitare l'uso quotidiano e sicuro della bicicletta, in particolare per coloro che sono a rischio di esclusione sociale.

Il manuale del progetto, disponibile qui in italiano (tradotto anche in spagnolo e inglese), è un vero e proprio strumento concreto e offre materiali e risorse utili per l’attività formativa di operatori e volontari. Ci sono per esempio una serie di esercizi pratici da far fare agli allievi per iniziare a prendere confidenza con la bicicletta. Molto ben fatta è anche la parte dedicata all’educazione stradale con regole, consigli e avvertimenti su pericoli comuni, il tutto spiegato con illustrazioni semplici e concrete, utilissime se si hanno dei partecipanti con difficoltà linguistiche. Importante anche l’ultima parte che mostra come parcheggiare la propria bici in modo sicuro.

Esempi di illustrazioni su rischi e regole per i ciclisti in strada, Let’s cycle!

Come potete vedere i progetti attivi sono molti e hanno avuto riscontri molto positivi. Anche il materiale a disposizione per organizzare e promuovere questo tipo di progetti è ben sviluppato e disponibile per tutti. Quindi cosa aspettiamo? Anche Fiab Tigullio vuole lanciarsi in questo tipo di iniziativa e organizzare un corso per imparare a pedalare a Sestri Levante.

Per il momento non vi possiamo anticipare molto poiché il corso è ancora in fase di progettazione. Quello che possiamo dirvi è che il progetto si chiama l’ABC della bici e verrà lanciato durante la SEMS (Settimana Europea della Mobilità Sostenibile) a settembre. Il corso comincerà probabilmente a ottobre e si terrà in un luogo sicuro, chiuso al traffico cittadino, probabilmente un parco di Sestri Levante. Degli istruttori volontari verranno appositamente formati proprio grazie ai manuali pubblicati citati in questo articolo. Il corso sarà gratuito e ci sarà anche la possibilità di prendere in prestito bici e casco per chi non li possiede.

Chiunque fosse interessato a partecipare al corso come allievo o istruttore, oppure a sostenere il progetto in qualche modo, può contattarci a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure passare a trovarci in Ciclofficina in Viale Dante 132H a Sestri Levante (aperto martedì, mercoledì e venerdì dalle 16 alle 19).

Grazie per il tempo che avete dedicato a questa lettura! Se non li aveste ancora letti, qui trovate i miei precedenti articoli.

Sempre sui pedali, Viola.

 

__________________________________________________________________________________________________________________________________________________________Note:

1Club Global – project network with a global perspective - è un'associazione senza scopo di lucro attualmente presente in quattro paesi: Svezia, Pakistan, Bangladesh e Gambia. Club Global vuole lavora per una cittadinanza attiva, un pianeta verde, pacifico e più equilibrato e per uno sviluppo sostenibile di natura e cultura.

2Cykelfrämjandet, nata nel 1934, è il corrispettivo della FIAB italiana in Svezia.

3Röda Korset è la Croce Rossa svedese.

4Trafikverket è l’autorità statale amministrativa che si occupa della gestione di tutti i trasporti sul territorio svedese.

5Nuova Mobilità è un quotidiano italiano online sul trasporto sostenibile.

6Agenda 2030 è un piano d’azione globale con 17 obiettivi, e i relativi 169 traguardi, per lo sviluppo sostenibile. Il piano è stato sottoscritto nel 2015 da 193 paesi delle Nazioni Unite, tra cui anche l’Italia e la Svezia, per impegnarsi a garantire un presente e un futuro sostenibile al nostro pianeta e alle persone che lo abitano.

7Salvaiciclisti è un movimento indipendente nato a Bologna dall’esigenza urgente di promuovere e migliorare la sicurezza stradale per le cicliste e i ciclisti in Italia. Salvaiciclisti promuove e stimola anche la ciclomobilità nella vita quotidiana.

Domenica, 13 Luglio 2025 12:10

Un inizio estate di incontri e connessioni

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FIAB Tigullio alla Giornata RifugiatoDa un paio di anni abbiamo deciso di non organizzare più escursioni in bicicletta nel periodo estivo ma ci siamo concentrati nel garantire la nostra partecipazione ad aventi organizzati da realtà che sposano una visione da noi condivisa. Così sta accadendo anche durante questa estate del 2025 che ci ha visto, il 18 giugno, partecipare con entusiasmo alla Giornata Mondiale del Rifugiato presso il Parco Bruno Monti Leone. Questa giornata, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e celebrata per la prima volta nel 2001, vuole commemorare l’approvazione nel 1951 della Convention Relating to the Status of Refugees. Un’occasione importante per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla condizione, spesso disperata, dei rifugiati, il cui numero si attesta sui 65,3 milioni, persone costrette a fuggire dalle proprie case a causa di guerre, violenze, discriminazioni e violazioni dei diritti umani. Più della metà sono bambini (51%). La causa principale di questo esodo forzato è rappresentata dai conflitti. (citazione da Sito Cesvi).
Franco, Gimmi e Marco hanno allestito un gazebo all’interno del Parco, condividendo idee e promuovendo, tra l’altro il progetto della ciclofficina che permette di ridare nuova vita a biciclette dismesse.

Venerdì 27 giugno abbiamo accompagnato (Andrea T. e Marco), per un tratto della loro tappa La Spezia - Rapallo, Giuseppe, Angelo ed Eugenio di Fiab Ostiainbici nel loro cicloviaggio di promozione sociale Veni, vidi, by bici. Lo scopo è quello di sensibilizzare alla donazione del sangue e della mobilità alternativa. La Regione Lazio, come altre regioni, soffre della carenza di donazioni e della conseguente raccolta di sangue. La manifestazione vuole contribuire, nuovamente, ad un’auspicata inversione di tendenza con un viaggio a tappe. La pedalata è partita da Ostia il 21 giugno e in 9 tappe ha raggiunto Ventimiglia. Come descritto dall'articolo linkato, é l’undicesimo anno che con le associazioni, FIAB Roma–Ostia in Bici e il Gruppo Donatori Volontari di Sangue del G.B. Grassi di Ostia viene organizzato un cicloviaggio allo scopVeni vidi by bici presso FIAB Tigullioo di promuovere quello che sonogli obiettivi fulcro delle due associazioni: la donazione del Sangue e la diffusione della cultura della bicicletta. Entrambi nobili obiettivi e apparentemente senza punti in comune, ma invece legati ad un concetto di libertà, salute, altruismo e volontariato.

Giuseppe, Eugenio ed Angelo non si definiscono pedalatori formidabili e per loro trasportare in bicicletta anche i bagagli diventa un impegno considerevole ma dal 2015 con target Milano nell'anno dell'Expo ad oggi hanno percorso più volte il Lazio, poi la costa adriatica, sino a San Benedetto del Tronto, per portare solidarietà ai terremotati. Sono andati a Ravenna, a Parigi, a Bruxelles, sfidando i loro limiti. 
Il tema speciale di quest’anno, oltre agli obiettivi generici prima descritti, è quello di promuovere la “ciclotirrenica”, la pista ciclabile, parzialmente realizzata, che unisce Ventimiglia a Roma e oltre, lungo la costa tirrenica. Il sito Bicitalia, emanazione della FIAB (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta), lo individua come BI19.

Durante lo spostamento dei tre partecipanti al Veni, vidi, by bici, abbiamo sostato presso la nostra sede a Sestri Levante, In Viale Dante 132 H, incontrando Fiorello, Gimmi, Piero e Valter.

Venerdì 4 luglio la provincia di Genova è stata raggiunta in bicicletta da Roberto di Fiab Bergamo, che, nel suo giro attraverso l’Italia dei piccoli comuni, ha fatto sosta a Rondanina (il più piccolo Comune ligure) nel suo tour dei piccoli Comuni italiani.

A causa delle alte temperature siamo stati costretti a rinviare la pedalata Expo da Chiavari a Calvari, prevista per sabato 5 luglio, che verrà riproposta più avanti, sperando che il tratto nel Comune di Carasco mantenga lo stato di pulizia attuale.

Rimanderemo probabilmente a settembre l’iniziativa Pedaliamo per la pace con Emergency, a causa dell’assenza di una sede Emergency nel Tigullio.

Sabato, 22 Marzo 2025 14:08

Elezioni FIAB 2025

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Anche se la storia della nostra Associazione fonda le sue radici nel Coordinamento Nazionale Amici della Bicicletta , la FIAB viene fondata nel 1988 in un incontro a Roma e costituita formalmente con atto notarile a inizio 1989.
Costituitasi come organizzazione federativa, per riunire le diverse associazioni locali, da Statuto affida il coordinamento delle attività e la rappresentanza della Federazione al Presidente, al Consiglio di Presidenza e al Consiglio Nazionale, che vengono eletti ogni tre anni dall'Assemblea ordinaria.
 
Il 13 aprile si terranno le elezioni e dopo molti anni con un solo candidato alla presidenza, quest’anno avremo due candidati: Susanna Maggioni e Luigi Menna.
 
Susanna Maggioni, di natali genovesi, è membro dell’Associazione FIAB Treviso Amici della Bicicletta dal 2018, Presidente dell’Associazione locale FIAB dal 2020 al 2022. Nell’ultimo triennio è stata consigliera nazionale.
Segnaliamo, tra le altre, una bella intervista a BikeItalia che linkiamo qui.

La scheda della sua candidatura la trovate qui.
 
Luigi Menna, romano, é membro dell’Associazione FIAB Roma Ruotalibera dal 2014 e collabora con il Consiglio Nazionale e la Presidenza per la gestione amministrativa e fiscale della FIAB dal 2019.
Su YouTube trovate un suo intervento recente.
 
La scheda della sua candidatura la trovate qui.
 
I due candidati stanno attualmente incontrando i vari coordinamenti regionali per presentarsi e illustrare i loro programmi.
In Liguria, gli appuntamenti, su piattaforma Zoom, saranno i seguenti.
  • Giovedì 27 marzo alle ore 20:30: Susanna Maggioni
  • Martedì 2 aprile alle ore 17:30: Luigi Menna
FIAB Genova offre ai soci interessati la possibilità di chiedere il link per poter assistere agli incontri inviando una richiesta alla email a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Nell’ambito della campagna #PRIMALABICI lanciata da FIAB per promuove l’uso della bicicletta negli spostamenti quotidiani come mezzo sicuro e sostenibile per se stessi e gli altri, la Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta mette a disposizione delle aziende un Decalogo con utili indicazioni per rendere i luoghi di lavoro bike-friendly così da incentivare il bike-to-work tra i lavoratori.

L’iniziativa, rivolta a tutte le aziende pubbliche e private di ogni dimensione, è supportata dall’immagine aggiornata della campagna CASA-LAVORO, PRIMA LA BICI! Attraverso il Decalogo per aziende bike-friendly (che trovate in allegato, nella sezione download), FIAB fornisce in modo chiaro e sintetico indicazioni pratiche per aziende di ogni dimensione.
Cosa serve a chi sceglie di andare al lavoro in bici? Parcheggiare in sicurezza e potersi cambiare. Ma occorre anche motivare con adeguata comunicazione e incentivi mirati.

Il vademecum tratta ciascun aspetto con soluzioni dal livello minimo a quello buono e ottimo, dagli interventi basilari fino a iniziative più strutturate. Un esempio? All’esigenza di parcheggiare la bici, l’azienda può rispondere con l’installazione di rastrelliere adeguate (intervento minimo), fornire in aggiunta una tettoia (intervento buono), oppure predisporre un locale chiuso dove riporre le biciclette attrezzato per piccole riparazioni (intervento ottimo).

«Anche l’OMS raccomanda di muoversi in bicicletta per garantire il distanziamento sociale e mantenersi in salute – ricorda Alessandro Tursi, presidente FIAB – Senza salute, come abbiamo visto, non c’è economia ne ripresa. Ecco perché tendiamo la mano alle aziende per accompagnarle nelle politiche di responsabilità sociale. Aziende e sindacati assieme possono fare la propria parte per il comune obiettiva del benessere dei lavoratori, e quindi anche dell’azienda e della collettività».

In tema della sicurezza è fondamentale anche nel bike-to-work e l’impegno di FIAB negli anni ha portato ad esempio, nel 2016, al riconoscimento INAIL dell’ infortunio in itinere per chi sceglie di andare al lavoro in bicicletta. Le aziende, inoltre, possono offrire ai dipendenti, come incentivo, la polizza RC per spostamenti in bici. Un’interessante soluzione è l’adesione a CIAB-Club Imprese Amiche della Bicicletta (partner della campagna CASA-LAVORO, PRIMA LA BICI!) che prevede la copertura assicurativa RC per tutti gli spostamenti in bici dei dipendenti. In alternativa, l’azienda può assicurare ciascun dipendente mediante il tesseramento individuale a FIAB, che include la copertura assicurativa RC Bici per danni a terzi provocati in bicicletta.

[NdR: articolo originale QUI]

Ieri, mercoledì 13 marzo, ha preso il via alla Camera dei Deputati l'esame del disegno di legge sulla riforma del Codice della strada.
In questa settimana di proteste e mobilitazioni in oltre 40 città, la Camera non é riuscita ad approvare in prima lettura il testo cui sono stati presentati 240 emendamenti, rimandando il suo esame a martedì prossimo (19 marzo), giorno in cui è anche previsto il voto finale. Poi si passerà al Senato.

ScreenshotVimeo  Nel frattempo si sono unite alle voci delle piazze quelle di madri, figlie, fratelli di vittime sulla strada, che si rivolgono al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, chiedendo la    revisione del testo di legge per tutelare ciò che di più sacro esiste: la vita umana.

Stessa cosa fanno, sempre nella giornata di ieri, 30 organizzazioni non governative di tutta Europa*, impegnate nella promozione della sicurezza stradale e della mobilità urbana sostenibile che le inviano una lettera il cui incipit recita così: “Desideriamo esprimere la nostra profonda preoccupazione per le deliberazioni parlamentari in corso in Italia in merito alla riforma del Codice della Strada (d.d.l. 1435)”.
In copia alla missiva anche al presidente della Camera dei Deputati e ai capigruppo della Camera.

  Se anche tu vuoi essere una di quelle voci, sei ancora in tempo a scrivere al Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
  Il link che ti rimanda alla lettera già scritta e completa di destinatari lo trovi QUI

 

L'articolo di approffondimento (quasi) completo di quello che è successo in quasi tutte le città lo trovate qui.

 

*La lista delle organizzazioni che hanno sottoscritto la lettera:

  • ECODES – fondazione specializzata in policy, ricerca e sviluppo sostenibile – Spain- https://ecodes.org/
  • Ecologistas en Acción la Rioja – Spain – confederazione di oltre 300 gruppi ambientalisti attivi nel paese – https://www.ecologistasenaccion.org/federaciones/la-rioja/
  • Amycos – Spain – ONG per lo sviluppo sostenibile – www.amycos.org
  • Revuelta Escolar – Spain – https://www.revueltaescolar.com/
  • ConBici – Coordinadora en defensa de la bicicleta – Spain – conbici.org
  • Ruedas Redondas – Spain – ruedasredondas.org
  • A Pie – Asociación de Viandantes – Spain – https://asociacionapie.org/
  • Andando – Coordinadora de Asociaciones Peatonales – Spain and Portugal –
  • ZERO- Associação Sistema Terrestre Sustentável – Portugal – https://zero.ong/
  • Road Safety Support – UK – organizzazione non profit che offre consulenza specializzata per ridurre il numero di morti e feriti sulle strade – roadsafetysupport.co.uk
  • PACTS – Parliamentary Advisory Council for Transport Safety – UK – pacts.org.uk
  • Transport Action Network – UK – associazione a difesa di un trasporto sostenibile per le persone – transportactionnetwork.org.uk/
  • Mums for Lungs – UK – network di attivisti a difesa della qualità dell’aria – www.mumsforlungs.org/
  • RoadPeace – UK – organizazzione nazionale a sostegno delle vittime delle collisioni stradali – roadpeace.org
  • CPRE – The countryside charity London – UK – cprelondon.org.uk/
  • Action Vision Zero – UK – actionvisionzero.org
  • VSV – Flemish Foundation for Traffic Knowledge – Belgium – vsv.be
  • Respire – France – Associazione nazionale per migliorare la qualità dell’aria e difendere le vittime dell’inquinamento – respire-asso.org/
  • ECOCITY – Greece – ecocity.gr
  • Clean Air Action Group – Hungary – https://www.levego.hu/
  • Rodzic w miescie – Parents in the city – Poland – https://rodzicwmiescie.pl/
  • Cyklokoalícia – Cycling Coalition – Slovakia – cyklokoalicia.sk

 

 


Dal 9 al 12 marzo in tante città italiane si svolgeranno manifestazioni contro la revisione del Codice della Strada proposta dal MIT. La richiesta è una: città vivibili e strade sicure, la sicurezza stradale ha un’altra direzione.
Serve un approccio scientifico e sistemico: agendo sulla moderazione della velocità, non solo attraverso i limiti ma anche con controlli e ridisegno dello spazio pubblico. Occorre realizzare interventi normativi a favore della mobilità attiva e del potenziamento del trasporto pubblico, e agevolare percorsi verso le città 30, prendendo esempio da Bologna.
“Stop al Nuovo Codice della Strage“ è una mobilitazione che parte dalla piattaforma #Città30Subito a cui si uniscono associazioni e attiviste/i di tutta Italia.
L'appuntamento è lunedì 11 marzo alle 18:00 in piazza De Ferrari per chi è in bici o col proprio mezzo di micromobilità sostenibile e per tutti e tutte alle 18:30 sotto la Prefettura in Largo Lanfranco.
  Trovate tutte le informazioni sulla pagina Facebook di #genovaciclabile.

   Per chi vuole avere un approfondimento sui problemi legati al nuovo codice della strada, Andrea Colombo ha condiviso sul suo Drive delle slides che illustrano le criticità più gravi del disegno di legge C. 1435.

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