Sabato, 19 Giugno 2021 22:16

Cykel på tåg: bici+treno. Il nuovo articolo della nostra inviata #violainbici

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Ormai siamo in estate e allora ho pensato di dedicare questo articolo alla modalità di viaggio bici+treno qui in Svezia. E per cominciare vi svelo già che purtroppo ci sono molti problemi a riguardo e che paesi come Olanda, Germania e Danimarca sono molto molto più avanti!

La brutta notizia è che sui treni gestiti dalla compagnia statale SJ, che gestisce per esempio il traffico di treni intercity, alta velocità e treni notte, non sono ammesse le bici, se non smontate e portate in apposita valigia. La buona notizia è che invece il trasporto bici è possibile sulla gran parte dei treni regionali, che però sono gestiti da diverse compagnie nelle diverse regioni, e quindi anche le regole possono essere differenti.

Cykelfrämjandet, l’associazione svedese che corrisponde a FIAB, ha fin dai primi anni (è nata nel 1934) puntato sul trasporto bici in treno e ha spesso portato avanti campagne a riguardo, ma a quanto pare con limitato successo. “In altri paesi europei si è compresa di più la potenzialità di questo tipo di trasporto, flessibile ed ecologico”, ha dichiarato la vicepresidente dell’associazione in un’intervista dedicata a questa tematica.

Le ragioni per cui SJ non ha ancora cambiato politica a riguardo sarebbero legate a questioni di puntualità, accessibilità e sicurezza. A me personalmente sembrano scuse comode per non affrontare il problema, visto che in altri paesi ci si riesce! Un altro motivo sarebbe che, secondo indagini di mercato svolte dalla compagnia ferroviaria, la domanda per questo tipo di servizio sarebbe minima in confronto alle richieste in continuo aumento di posti passeggero. Questo però non trova conferma in quello che nel 2008 è venuto fuori da un sondaggio condotto da Banverket*: il 92% degli intervistati riteneva che dovesse essere consentito il trasporto bici su tutti i treni. Da un altro sondaggio, effettuato da Svensk Cykling** nel 2017, è emerso che il 42% degli intervistati utilizzerebbe maggiormente la bici se il trasporto su treno fosse migliore.

La speranza di Cykelfrämjandet è che le direttive europee siano lo sprint iniziale per cambiare finalmente le cose, non solo in Svezia ma in tutta Europa. Secondo ECF***, infatti, il 53% dei collegamenti ferroviari più veloci tra le principali città europee non ammette bici a bordo. Nell’autunno 2020, dopo una lunga campagna di ECF, il parlamento europeo ha votato a favore della proposta di introdurre un minimo obbligatorio di 4 spazi bici su tutti i treni nuovi o rinnovati. E’ stata una conquista per ECF, che però aveva richiesto un minimo di 8 posti e che vorrebbe vedere esteso l’obbligo a tutti i treni. In ogni caso è un grande primo passo avanti!

Nel primo numero del 2021 di Cykling (la rivista che i soci di Cykelfrämjandet ricevono) è uscito un articolo che racconta un’iniziativa personale di una donna con disabilità che, per attirare l’opinione pubblica sulla questione, ha viaggiato da Stoccolma a Sollefteå sul suo triciclo elettrico (circa 500 km, in due settimane) perché anche questo tipo di mezzo, essenziale per alcune persone, non è ammesso sui treni SJ. L’”eroina”, che si chiama Hélène Gladsaxe, auspica una lotta comune per costringere SJ a cambiare le sue politiche per il trasporto a bordo sia di biciclette che di mezzi elettrici come il suo.

Ma come vi avevo anticipato, si possono comunque trasportare le bici sulla maggioranza dei treni regionali! Grazie al lavoro della sede locale di Lund dell’associazione Naturskyddsförening****, sono state create delle mappe specifiche delle tratte ferroviarie che ora vi mostro. La prima, a sinistra, raffigura la Svezia settentrionale, la seconda, a destra, la Svezia centro-meridionale.

mappe2

Le linee verdi indicano le tratte dove la bici è ammessa, mentre le rosse quelle dove non è consentita. Inoltre dallo spessore delle linee verdi si può capire la frequenza del servizio (linea più spessa=traffico molto frequente). Però osservando le cartine è evidente che sia complicato o impossibile raggiungere alcune zone con questa modalità di viaggio.

Ci sono poi alcuni aspetti negativi da valutare: per esempio è molto complicato fare viaggi di lunga distanza con questa modalità (e la Svezia è lunga ben 1572 km!), sia per il tempo impiegato utilizzando solo trasporti regionali, sia perché si tratterebbe di cambiare molti treni e magari dover transitare in zone dove il trasporto bici non è ammesso comunque. Le regole per il trasporto bici, inoltre, variano da regione a regione: per esempio il numero di bici ammesse varia da 2 a 6, il trasporto può essere gratuito, come costare 20, 30 o 60 kr (circa 2, 3 e 6 €) o come un biglietto bambino (metà prezzo di un biglietto adulto). La foto di copertina l'ho fatta per esempio su un Krösatåg, treno regionale della regione Småland, su cui ci sono solo 2 posti bici.

Io vivo in Scania (la punta sud della Svezia), dove il trasporto bici è ammesso (e gratuito, da circa un anno) sia sui regionali Pågatåg (vedi immagine a sinistra) che sui treni Öresundståg (vedi immagine a destra) che collegano la Svezia alla Danimarca. Ho viaggiato spesso con questa modalità, sia per escursioni giornaliere in regione, che per ciclovacanze nelle regioni limitrofe. Più avanti vi racconterò certamente qualcuno di questi viaggi! :-)

bicitreno

In linea di massima non ho mai avuto grossi problemi, però su alcune tratte più trafficate può essere più complicato riuscire a viaggiare con la bici. Per esempio sui regionali in Scania (treni Pågatåg) il trasporto bici è ammesso per un massimo di 6 bici, ma nella stessa vettura dedicata alle bici ci sono anche i posti riservati ai passeggini, ai passeggeri con cane, agli anziani, alle donne incinte e ai passeggeri con bagagli ingombranti. Questo significa che lo spazio per le bici può essere veramente risicato e che non sempre si riescano a mettere 6 biciclette. Mi è capitato di viaggiare con altri cicloturisti su una tratta molto frequentata d’estate, perché porta a località di mare molto visitate: a inizio corsa eravamo 6, ma dopo alcune fermate eravamo una quindicina e le bici ormai occupavano tutto lo spazio del vagone. Questo però, oltre che a impedire il passaggio e causare problemi di sicurezza e accessibilità, mette anche in cattiva luce il trasporto bici agli occhi degli altri viaggiatori e del personale ferroviario.

L’intermodalità bici+treno è veramente una soluzione di trasporto agile, flessibile ed ecologica che dovrebbe essere vista come un obiettivo comune da tutti. Il lavoro che ECF e tutte le altre associazioni (o anche i singoli privati come l’attivista Hélène Gladsaxe) portano avanti è importantissimo, non solo per chi come me vuole viaggiare in treno con la bici. Questo tipo di intermodalità porterebbe benefici a tutta la società, con effetti positivi sulla salute, sull’ambiente e sull’economia. Ecco quindi un buon motivo per sostenere le associazioni come FIAB!

Grazie per l’attenzione che mi avete donato! Se non avete ancora letto i miei precedenti articoli, li trovate qui.

Sempre sui pedali, Viola.

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Note:

*Banverket è stata fino al 2010 l’autorità statale amministrativa delle ferrovie svedesi. Dal 2010 è stata poi formata Trafikverket, che si occupa della gestione di tutti i trasporti sul territorio svedese.

**Svensk Cykling è un’organizzazione di settore per rivenditori, produttori e importatori di biciclette. Uno dei suoi scopi è di lavorare sulla formazione dell’opinione pubblica per spingere più persone possibili a pedalare più spesso.

***ECF: European Cyclists’ Federation, di cui sia FIAB che Cykelfrämjandet fanno parte

**** Naturskyddsförening è la maggiore associazione ambientalista di Svezia, nata nel 1909

 

Ultima modifica il Domenica, 20 Giugno 2021 09:53