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Domenica, 16 Gennaio 2022 17:17

Vintercykling: pedalare in inverno

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Sono passati alcuni mesi dall’ultimo articolo e siamo ormai in pieno inverno. La bicicletta non viene generalmente associata all’inverno, ma continuare a usare la bici nei mesi freddi è possibile e soprattutto è importante per non perderne i benefici acquisiti durante la bella stagione.

I “problemi” legati all’inverno sono principalmente il buio, il freddo e le precipitazioni. Se ci si prepara correttamente con attrezzatura e spirito positivo si può affrontare un inverno in biciletta! Cykelfrämjandet* ha, tra i suoi 8 obiettivi dichiarati, l’obiettivo di rendere possibile l’utilizzo della bici durante tutto l’anno, che gioverebbe all’ambiente, alla salute e all’economia. Quando più persone scelgono la bicicletta per spostarsi, diminuisce la congestione del traffico con conseguenze positive a livello di inquinamento atmosferico e acustico, ma anche a livello di salute psichica e di emissioni di CO2. Diminuisce poi anche l’affollamento sui trasporti pubblici, un aspetto importante rispetto alla diffusione del contagio che stiamo vivendo in questi anni, che renderebbe l’uso dei mezzi pubblici più sicuro e sostenibile per chi non ha la possibilità di muoversi a piedi e in bici.

Cykelfrämjandet vede un aumento dell’utilizzo della bici nei mesi invernali negli ultimi dieci anni in Svezia, probabilmente stimolato dalla maggiore attenzione delle amministrazioni alla tematica che si traduce in una maggiore cura delle piste ciclabili nei mesi invernali. Anche l’aumento dell’utilizzo di copertoni chiodati ha dato una spinta alla scelta della bici in inverno. Tuttavia, sono ancora molte le persone che mettono la bici in cantina per i mesi invernali, quindi Cykelfrämjandet auspica maggiori investimenti da parte delle amministrazioni per quanto riguarda la manutenzione invernale delle piste ciclabili e dei marciapiedi, sottolineando che sarebbe comunque economicamente vantaggioso, perché i costi di cura che gli infortuni (dati da cadute di pedoni e ciclisti) comportano sono molto più elevati.

Oltre al lavoro a livello istituzionale e politico, c’è anche il lavoro di divulgazione che Cykelfrämjandet svolge. A novembre si è per esempio tenuto un seminario online, aperto a tutti i soci, per affrontare il tema, sottolineando gli aspetti positivi e i benefici, e per dare consigli su come affrontare un inverno in bicicletta. L’esito del seminario è stato poi riassunto in un articolo sul sito dell’associazione con la seguente lista di consigli:

  • effettuare la manutenzione della bici prima dell'inverno in modo che tutto funzioni correttamente;
  • montare pneumatici chiodati, soprattutto sulla ruota anteriore. Se vivi in ​​un posto dove le gomme chiodate non sono necessarie tutti i giorni, può essere difficile pedalare con un attrito extra, quindi solo la gomma anteriore può essere sufficiente, che è anche la più importante per l'equilibrio;
  • avere le gomme leggermente meno gonfie;
  • abbassare leggermente la sella in modo che sia più facile scendere dalla bici;
  • avere elementi riflettenti e una buona illuminazione;
  • indossare abiti a seconda del tempo, preferibilmente strati “a cipolla”. Vestiti e guanti impermeabili sono importanti;
  • vacci piano! Soprattutto quando svolti;
  • non frenare troppo forte;
  • non tenere il manubrio troppo stretto, rilassati!
  • decidi in anticipo che andrai in bicicletta e prepara la borsa per pedalare la sera prima in modo da rendere più facile la partenza al mattino;
  • indossa un berretto o una visiera sotto casco per proteggere gli occhi o gli occhiali da pioggia o neve;
  • pulisci regolarmente la bici, in particolare i freni e la catena;
  • ricorda che la batteria di una bici elettrica ha una durata inferiore quando fa freddo.

Sul sito di Cykelfrämjandet viene poi riportato il lavoro di NTF**, che ha esaminato l'efficacia dello sgombero della neve e dello sbrinamento dei marciapiedi e delle piste ciclabili in 20 comuni svedesi selezionati a caso. Il sondaggio mostra che il 72% dei comuni ha ottenuto una buona valutazione per quanto riguarda l’antiscivolo e il 76% ha una buona rimozione della neve. L’indagine di NTF mostra che c’è un’attenzione alla tematica da parte delle amministrazioni, ma che c’è bisogno di maggiori investimenti a riguardo per consentire a più persone l’utilizzo della bici nei mesi invernali.

Svensk Cykling*** organizza per la seconda volta il Vintercyklingens dag, la parte svedese della giornata internazionale Winter Bike To Work Day, che cade il secondo venerdì di febbraio ogni anno e che è nata in Canada nel 2013. Per il 2021 la giornata si organizza con il sostegno economico di Trafikverket**** e punta a dimostrare che sempre più persone scelgono di spostarsi in bici in inverno ed evidenziare i vantaggi che sia la società che l'individuo hanno dall'avere più ciclisti durante l'anno. Svensk Cykling dichiara che nel 2019 1 persona su 10, in Svezia, ha utilizzato la bici in una “giornata media” invernale, con un aumento del 28% rispetto a pochi anni prima. A questo link è possibile iscriversi al Winter Bike To Work Day e vedere in quali parti del mondo ci sono adesioni.

Personalmente ho sempre usato la bicicletta anche in inverno quando vivevo in Italia, avendo la fortuna poi di vivere a Sestri Levante, dove le precipitazioni nevose e il ghiaccio non sono così comuni. Qui in Svezia vivo, comunque, nella regione più meridionale, quindi anche qui cerco di pedalare anche in inverno. L’anno scorso però ci sono state delle nevicate seguite da due o tre settimane continuative di temperature sotto lo zero che mi hanno un po’ messa alla prova, soprattutto perché non preparata. Una mattina pedalando verso il lavoro sono caduta su una lastra di ghiaccio che al buio non avevo intuito, e da lì mi è rimasta quella leggera paura o tensione che ora provo ogni volta che vedo del ghiaccio sull’asfalto. Il problema è che qui non avrebbe senso montare dei copertoni chiodati, perché si tratta di episodi sporadici che nemmeno ogni anno capitano: i primi inverni che ho passato qui non ha quasi mai nevicato, oppure la neve si è sciolta subito. Per quanto riguarda il freddo e la pioggia mi sono invece attrezzata con l’abbigliamento necessario.

Il comune di Lund fa poi ogni anno una campagna di promozione per l’utilizzo di elementi riflettenti, come giubbini, braccialetti, spille e altro. Le statistiche dicono che in Scania, la regione di Lund, 7 pedoni/ciclisti su 10 utilizzano qualche elemento riflettente, che mi sembra un buon risultato che deve però essere migliorato. Quindi ogni anno il comune durante il mese di novembre distribuisce in diversi punti elementi riflettenti per i cittadini: si tratta in genere di piccoli elementi come quelli nella foto qui sotto che si possono applicare alla giacca o allo zaino per esempio.

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Per quanto riguarda la manutenzione delle piste ciclabili in inverno, il comune di Lund ha un piano che prevede di assicurare lo sgombero neve e lo spargimento sale sulle strade e piste ciclabile, ma con diverse priorità a seconda del percorso. Nella foto qui sotto potete vedere che le piste ciclabili e i percorsi pedonali in rosso sono quelle con priorità 1, cioè che gli interventi vengono fatti indipendentemente dagli orari o dal giorno della settimana. I percorsi verdi hanno priorità 2, mentre quelli azzurri priorità 3. In questo modo è più facile pianificare il proprio percorso, per esempio per andare a lavorare, cercando di percorrere percorsi con alta priorità per pedalare più sicuri. I due punti viola corrispondono indicativamente al punto dove vivo e al punto dove lavoro che, come vedete, sono collegati dalla rete di piste ciclabili in prevalenza di priorità 1.

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A dicembre sono invece stata alcuni giorni a Umeå per motivi di studio. Umeå, per chi non la conoscesse, è molto più a nord di Lund e ha un clima decisamente più rigido e ricco di precipitazioni nevose. 

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Ma è anche una città universitaria piena di studenti e abbastanza raccolta, dove quindi la bicicletta è un mezzo tenuto in buona considerazione. Anche il comune di Umeå ha un piano con diversi livelli di priorità simile a quello di Lund. 

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Nei pochi giorni in cui ho soggiornato lì c’era parecchia neve, comunque ho visto un po’ di persone in bicicletta, anche se non moltissime. La signora che mi ha affittato la stanza poi, a sentire le mie domande sull’argomento, mi ha chiesto se volessi provare la sua bici coi copertoni chiodati.

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Così ho approfittato e ho fatto un giretto con la sua bici lì nel quartiere: avrò percorso poco meno di 1 km, ma devo dire che avevo una sensazione di stabilità che mi ha stupita. La strada come potete vedere in questa foto aveva uno strato di neve compatta, che a mio avviso è anche meglio della strada dove la neve è stata sgombrata con un maggiore rischio che si formi ghiaccio.

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Non mi resta che trasferirmi al vero nord e attrezzarmi di copertoni chiodati allora! :-)

Grazie per l’attenzione che mi avete donato! Se non avete ancora letto i miei precedenti articoli, li trovate qui.

Sempre sui pedali, Viola.

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* Cykelfrämjandet, nata nel 1934, è il corrispettivo della FIAB italiana in Svezia.

**NTF (Nationalföreningen för trafiksäkerhetens främjande) è l'associazione nazionale per la promozione della sicurezza stradale: è un'organizzazione libera e indipendente che lavora per la sicurezza del traffico. NTF opera su base non-profit e democratica attraverso movimenti popolari, organizzazioni, istituzioni sociali, aziende e individui.

***Svensk Cykling è un’organizzazione di settore per rivenditori, produttori e importatori di biciclette. Uno dei suoi scopi è di lavorare sulla formazione dell’opinione pubblica per spingere più persone possibili a pedalare più spesso.

****Trafikverket è l’autorità statale amministrativa che si occupa della gestione di tutti i trasporti sul territorio svedese.

 

Sabato, 01 Gennaio 2022 12:55

Buon anno

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Care socie e cari soci,

il 1° gennaio é per tutti tempo di bilanci. Si torna con la memoria all’anno appena trascorso e si tirano le fila di tutto quello che si é fatto.

Il 2021 é stato l’anno della ripresa graduale e timida, dopo il grande vuoto che ha creato l’anno precedente in ognuno di noi.
Abbiamo iniziato con una serie di incontri on-line che hanno riscosso un buon gradimento e che hanno spaziato su varie tematiche : dal Biciplan alle reti ciclabili e alla loro progettazione con brevi escursioni anche sulla comunicazione. Intanto proprio ad inizio anno, a gennaio, gli studenti della 1 F "Ilaria Alpi" di Chiavari presentavano al sindaco Di Capua il loro lavoro sulla mobilità sostenibile, frutto di diversi incontri con FIAB Tigullio.
La ripresa delle escusioni in bicicletta e del bicibus con i ragazzi delle scuole medie di Sestri Levante e Chiavari é stata intrapresa con molta attenzione e prudenza ed hanno avuto davvero un ottimo riscontro con ampia partecipazione l’allontanamento dal Cicloraduno nazionale di Pordenone e la Bicicastagnata.
La ciclofficina di Sestri Levante, grazie alla presenza costante di due volontari, ha assicurato continuità al lavoro di assistenza ai cittadini e di recupero di biciclette dismesse e, grazie all’avvio del Progetto Ri-Ciclo intrapreso con il Comune di Lavagna é stato possibile dopo un primo recupero delle biciclette (6) giacenti nei magazzini comunali, soddisfare la richiesta di biciclette (50) che sono state date in comodato d'uso gratuito per più giorni, oltre agli eventi per cui ne hanno usufruito.
Anche la ciclofficina della sezione di Rapallo ha continuato le sua attività, grazie al positivo inserimento, come é avvenuto a Sestri, di persone per Lavori di Pubblica Utilità.
L’esigenza nata durante la pandemia di rafforzare la comunicazione soprattutto utilizzando al meglio il sito, ci ha regalato la collaborazione della nostra Viola De Carlo, inviata dalla Svezia, che ha arricchito le pagine del sito con reportage sulla realtà ciclistica svedese.

In contemporanea, l’Associazione non ha mai smesso di occuparsi, insieme alla FIAB di Genova della Ciclovia Tirrenica, che dovrebbe attraversare il nostro territorio nel grande progetto di rete ciclabile nazionale. Oltre alle frequenti consultazioni ed incontri con la Regione Liguria non é mancata la collaborazione “migliorativa” con i Comuni di Chiavari e Sestri Levante.  All'amministrazione di quest'ultimo ente abbiamo inviato a dicembre un breve schema (che trovate in allegato) con alcuni suggerimenti per i miglioramenti delle piste ciclabili cittadine.
Tra luglio e settembre sono state consegnate da Fiab Tigullio le bandiere ai quattro ComuniCiclabili liguri: Chiavari, Diano Marina, Loano e Sestri Levante. 

Ad onor del vero dobbiamo anche registrare la mancata approvazione del biciplan da parte della Città Metropolitana di Genova. Fiab Genova e Tigullio hanno scritto una lettera di protesta che non ha avuto risposta !
Il 13 giugno 2021, pur dovendo rinunciare alla bella festa che avevamo immaginato, alcuni di noi si sono incontrati ed hanno festeggiato 10 anni di Vivinbici, mentre insieme a voi con un breve filmato, rivivevamo i momenti cruciali di questi anni, iniziava la revisione della storica Cicloguida di Sestri Levante, la cui anteprima abbiamo presentato a novembre. Il nuovo prodotto presenta non solo un arricchimento degli itinerari ma un nuovo formato snello ed agile.
Siamo stati scelti da FIAB Italia come sede per la Conferenza nazionale dei presidenti, che si é svolta nella splendida cornice dell’ex convento dell’Annunziata il 20 e il 21 novembre.
Nel frattempo abbiamo partecipato attivamente a diverse manifestazioni e progetti.
A marzo, ancora in piena pandemia, abbiamo concluso il Progetto EduMob con “PedaliamoInsieme virtual”. A maggio si è svolta la terza edizione di CamminaPedalaGioca a Chiavari. Ad agosto si è svolta una partecipata “Conferenza a pedali” lungo l’Entella. A settembre, in occasione delle Settimana Europea della Mobilità abbiamo riproposto con successo la “PedalataPartecipataSostenibile” a Chiavari e Lavagna. Tra settembre e ottobre è ritornata la manifestazione alla quale siamo più affezionati, BimBimBici, che quest’anno si è svolta a Sestri Levante, Rapallo e Loano. A fine ottobre abbiamo aderito con convinzione alla “Pedalata inclusiva” promossa da ITACA, festival del turismo responsabile.

Tutto questo non sarebbe comunque possibile se non grazie alle tante persone (157 nel 2021) che sempre più, speriamo, continueranno a supportarci, agli amici con cui condividere le nostre idee e che contribuiranno attivamente, anche con il semplice gesto di rinnovare la tessera FIAB, a rendere sempre più autorevole la voce di chi chiede un modello di sviluppo della mobilità e dello spazio comune più democratico e sostenibile.

Per questo vi chiediamo di continuare a sostenerci, come avete sempre fatto, attraverso il tesseramento, che può essere eseguito on-line, a questa nostra pagina

Nel 2022 ci auguriamo prosegua la crescita della bella sezione di Albenga che si sta strutturando e che é circondata da un territorio tutto da esplorare, mentre le sezioni di Rapallo e Riviera dei Fiori riprenderanno con tantissime attività. 
Speriamo di avere la capacità di coinvolgere maggiormente con le nostre attività donne e giovani, due fasce che risultano squilibrate all’interno degli iscritti.

Grazie a tutti e buon inizio anno
Marco Veirana

 

 

Cykelvänlig Skola significa scuola a misura di bicicletta o scuola amica della bicicletta, o per chi ama gli anglicismi scuola bicycle-friendly. Questo è il nome del nuovo progetto a livello nazionale promosso da Svenska Cykelstäder* e sostenuto anche da Svensk Cykling** e Cykelfrämjandet***. Il progetto è partito ufficialmente il 16 agosto, con l’inizio dell’anno scolastico, e comprende l’apertura di un sito dedicato e di un concorso nazionale per le scuole.

Le premesse da cui si parte sono per esempio che ogni bambino ha bisogno di almeno 60’ al giorno di attività fisica, che più del 60% dei bambini tra i 10 e i 12 anni vive a meno di 2 km dalla propria scuola, oppure che il 44% dei dirigenti scolastici sostiene che i genitori che accompagnano a scuola in auto i propri figli sono la principale causa di incidente stradale nei pressi delle scuole, a discapito proprio degli alunni! Andare a scuola in bici migliorerebbe la condizione di salute di bambini, genitori e personale scolastico. Anche altri aspetti avrebbero giovamento, per esempio la capacità di concentrazione aumenterebbe, l’ambiente scolastico sarebbe più salutare e sicuro, l’indipendenza e la fiducia in sé stessi dei bambini si rafforzerebbe, andare a scuola in bici in gruppo sarebbe vissuta come un’esperienza divertente con conseguenze positive anche sull’ambiente scolastico. 

                                  cykelvänligskola1

Come detto il progetto è partito con il lancio del nuovo sito https://cykelvanligskola.se/ che, oltre a contenere informazioni generali e materiale per la promozione, include una sezione chiamata “Cassetta degli attrezzi” che sarebbe metaforicamente un contenitore pieno di strumenti per aiutare le regioni, i comuni, i dirigenti, il personale scolastico e i genitori a lavorare per migliorare la/le propria/e scuola/e da un punto di vista della mobilità ciclistica. Questa “cassetta” contiene per esempio progetti già esistenti e che hanno dato buoni frutti; quindi il senso è quello di dare fonte di ispirazione e idee a chi vuole far partire un progetto nella propria scuola (o nel proprio comune).

Per esempio un insegnante può trovare materiale didattico o ispirazione su come inserire la ciclabilità nell’insegnamento della propria materia. Il personale scolastico può trovare consigli su come migliorare la comunicazione con le famiglie riguardo progetti di ciclabilità o idee su attività da organizzare durante l’anno scolastico. Un dirigente può invece prendere spunto su come promuovere l’uso della bici tra il personale scolastico. L’ufficio tecnico di un comune può trovare idee su come fare e attuare un piano d’azione per migliorare la sicurezza stradale nei pressi delle scuole, ma anche idee per attuare progetti più grandi come quello della Barntrafikskolan di Helsinborg di cui vi ho già parlato (http://www.fiabtigullio.it/j3/component/k2/item/123-barntrafikskolan-educazione-stradale-per-bambini-il-nuovo-articolo-dalla-nostra-inviata). Un genitore può trovare spunti su come insegnare la sicurezza stradale ai propri figli giocando e divertendosi oppure informazioni e suggerimenti su come far partire un progetto di bicibus nella scuola dei propri figli.

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Cykelvänlig Skola è anche un concorso, al quale possono partecipare tutte le scuole sul territorio svedese: ogni scuola, dopo aver nominato un referente (che può essere un genitore, un dirigente, un insegnante…), procede con la registrazione online. Durante la registrazione verrà chiesto di spuntare una lista di criteri che descrivono quanto la scuola, al momento dell’iscrizione, sia “cykelvänlig” (ovvero a misura di bicicletta). Il passo successivo è quello di creare un piano d’azione concreto, anche con l’aiuto della suddetta “Cassetta degli attrezzi”, per migliorare le condizioni di ciclabilità della scuola. I passi avanti e quindi i nuovi criteri raggiunti si possono poi documentare entro una data termine, dopo la quale verranno assegnati il premio per la scuola più a misura di bici e quello per la scuola che ha dimostrato più coinvolgimento e creatività nel progetto. Svenska Cyklestäder offre anche la possibilità di supporto gratuito a tutte le scuole che partecipano al concorso, per esempio aiutando le scuole che vogliono iniziare un dialogo con l’ufficio tecnico del comune per modificare la circolazione nella zona antistante la scuola, oppure dando materiale informativo da distribuire o idee per sviluppare attività ludico-didattiche collegate al progetto.   

I criteri di cui scrivevo prima sono stati divisi in 5 livelli (da 1 a 5 stelle). Ogni scuola deve soddisfare almeno 6 criteri (su 10 o 11 totali per ogni livello) per poter passare al livello successivo. Vi mostro nella foto qui sotto i criteri dei primi due livelli, 1 e 2 stelle. 

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 Per il primo livello ci sono per esempio i seguenti criteri:

  • La scuola partecipa al concorso e mostra un interesse a promuovere la ciclabilità.
  • Presenza di piste ciclabili e/o zone 30  che conducono alla scuola.
  • Presenza di ciclo-posteggi nei pressi della scuola.
  • La scuola ha l’ambizione di aumentare il numero di alunni che vanno a scuola in bici.
  • La scuola ha l’ambizione di aumentare il numero di dipendenti che vanno a scuola in bici.
  • La scuola ha aperto un dialogo con l’ufficio tecnico del comune (o chi di competenza) per migliorare la situazione del traffico nei pressi della scuola.
  • La scuola informa attivamente sui benefici e incoraggia genitori e famiglie a optare per una mobilità attiva e sostenibile, informa le famiglie e i genitori su quali attrezzature siano necessarie agli alunni per raggiungere la scuola pedalando in piena sicurezza (casco, luci, giubbini ad alta visibilità…).
  • Presenza di almeno una pompa per gonfiare le gomme. La pompa deve essere di facile utilizzo e deve essere ben segnalata così che chi ne avesse bisogno la possa trovare facilmente.
  • Presenza di almeno un referente nella scuola (genitore, insegnante, alunno…) che sia responsabile delle comunicazioni riguardanti la ciclabilità o la promozione del progetto.
  • Possibilità, per alunni e personale, di riporre il proprio caschetto in un posto adeguato e sicuro durante tutto l’orario scolastico.
  • Non ci sono regole della scuola che impediscono agli alunni di raggiungere la scuola in bici, per esempio in base all’età o all’anno scolastico. 

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 La foto qui sopra invece vi mostra i criteri per raggiungere il livello più alto, 5 stelle:

  • Presenza di ciclo-posteggi che diano la possibilità di legare il telaio della bici, anche di diversi tipi di bici, per esempio di diverse dimensioni. Il ciclo-posteggio è sicuro, illuminato e senza angoli nascosti. Il numero di posti soddisfa la necessità di posti bici, si trova a meno di un minuto a piedi dalla scuola e non c’è bisogno di attraversare una strada trafficata tra il ciclo-posteggio e la scuola.
  • La scuola possiede biciclette speciali e attrezzature che permettono il trasporto di materiale, attrezzatura o addirittura alunni (per esempio cargo-bike, carrellini, bici pieghevoli…). Le bici sono in buono stato e durante il periodo invernale sono fornite di gomme adatte.
  • La scuola partecipa al concorso Cykelvänlig arbetsplats**** per migliorare le condizioni di ciclabilità per il personale.
  • La scuola organizza almeno due eventi all’anno per promuovere la mobilità attiva e sostenibile.
  • E’ previsto l’inserimento di laboratori di manutenzione della propria bici per gli alunni durante l’orario scolastico.
  • Almeno un’attività legata alla ciclabilità viene seguita e valutata in base agli effetti conseguiti in relazione agli obbiettivi preposti. La valutazione viene poi utilizzata per migliorare il lavoro di promozione e informazione e raggiungere più e/o maggiori obiettivi in futuro.
  • Il personale dirigente raggiunge la scuola a piedi o in bici il più possibile e si muove a piedi o in bici anche per spostamenti di lavoro quando possibile.
  • La scuola ha effettuato uno studio sull’ambiente esterno nei pressi della scuola per quanto riguarda la sicurezza. Dopo aver effettuato lo studio sono stati pianificati degli interventi per migliorare le condizioni di sicurezza.
  • La scuola ha degli obiettivi concreti che riguardano la mobilità attiva e sostenibile, per esempio aumentare la percentuale di alunni che raggiungono la scuola in bici. Gli obiettivi sono seguiti e i miglioramenti monitorati, così da poter porre dei nuovi obiettivi.
  • La scuola possiede un budget annuale da investire in attività e progetti legati alla mobilità attiva e sostenibile.
  • C’è una pompa compressore che rende il gonfiaggio delle gomme semplice ed efficace. La pompa deve essere visibile e facile da utilizzare, con chiare istruzioni per tutti.

Il progetto è appena partito e quindi non so dirvi quante scuole parteciperanno al concorso quest’anno, ma mi terrò sicuramente aggiornata e magari più avanti vi racconterò come sarà andata. Personalmente mi sembra un progetto ambizioso e molto importante, spero vivamente che dia dei buoni risultati! Attualmente sto studiando proprio per diventare insegnante qui in Svezia e se tutto va bene fra un paio d’anni potrò anche io partecipare al concorso e contribuire come insegnate della mia futura scuola a una maggiore mobilità attiva e sostenibile! Almeno lo spero! :-)

Grazie per il tempo che dedicate alla lettura dei miei articoli… e se non li aveste ancora letti tutti, li trovate qui (http://www.fiabtigullio.it/j3/component/k2/itemlist/user/803-violadecarlo).

Sempre sui pedali, Viola.

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* Svenska Cykelstäder è un'associazione di comuni e regioni che lavorano intenzionalmente per una maggiore e più sicura mobilità ciclistica. I membri regolari sono 35 comuni svedesi e 6 regioni che vogliono rendere il ciclismo quotidiano più attraente.

****Svensk Cykling è un’organizzazione di settore per rivenditori, produttori e importatori di biciclette. Uno dei suoi scopi è di lavorare sulla formazione dell’opinione pubblica per spingere più persone possibili a pedalare più spesso.

*** Cykelfrämjandet, nata nel 1934, è il corrispettivo della FIAB italiana in Svezia.

****Cykelvänlig arbetsplats è un tipo di iniziativa che diversi comuni e regioni intraprendono ogni anno. Probabilmente sarà argomento per un mio prossimo articolo, ma brevemente si tratta di solito di concorsi dove aziende pubbliche e private gareggiano per vincere il premio di “Luogo di lavoro a misura di biciletta”.

 

Mercoledì 28 Luglio il Comune di Chiavari ospiterà nella Sala del Consiglio i rappresentanti dei quattro Comuni liguri (Chiavari, Diano Marina, Loano, Sestri Levante) a cui verrà consegnata fisicamente la bandiera gialla di Comune Ciclabile, simbolo dell’impegno e della volontà di migliorare la ciclabilità delle città.

Grazie al progetto Comuni Ciclabili, che ha identificato una serie di indicatori per verificare il grado di ciclabilità, Fiab ha messo a disposizione delle pubbliche amministrazioni uno strumento che ha un duplice scopo: aiuta a capire se le attività intraprese nell’ambito della mobilità sostenibile sono state o meno efficaci ma sopratutto permette di comprendere cosa fare per migliorare ulteriormente il grado di ciclabilità della propria città.
ComuniCiclabili non è un premio, bensì una valutazione con relativo riconoscimento per confrontare, con criteri omogenei, le eterogenee realtà dei comuni italiani. I “bike smile” presenti sulla bandiera gialla vanno da uno a cinque e non tutti i comuni italiani possono aderire alla rete perchè sono richiesti minimo due requisiti, tra quelli proposti, che dimostrino che il comune abbia almeno fatto i primissimi passi di quel lungo percorso che ComuniCiclabili intende accompagnare e stimolare. Infatti è richiesto di avere un dato non nullo tra gli indicatori dell’area Mobilità urbana (ciclabili urbane e moderazione traffico e velocità), e un dato non nullo in almeno una delle altre tre aree (cicloturismo, governance e comunicazione).

Forte di una pluriennale esperienza tecnica, FIAB ha individuato quattro ambiti tematici, articolati in oltre trenta indicatori.
Gli ambiti tematici di riferimento sono:
- il Cicloturismo. Secondo studi dell'Uniione Europera il turismo in bicicletta crea un indotto di oltre 44 milioni di euro. Favorire il cicloturismo significa creare non solo una rete ciclabile efficiente ma fronire infrastrutture dedicate ai ciclisti (ciclovie, ciclofficine, servizi di assistenza, noleggio e guide per ciclisti, strutture ricettive particolarmente attente alle esigenze dei pedalatori, ecc.) che favoriscano l'utilizzo dekke strutture a qualsiasi tipologia di "turista in bicicletta".
- la Mobilità Urbana. Una delle grandi sfide per il nostro paese è la riconversione della mobilità urbana, oggi enormemente sbilanciata sull’uso, anzi sull’abuso, dell’auto privata. La bicicletta non è un fine in sè, ma semplicemente il migliore strumento per restituire ai nostri centri abitati quella qualità che hanno perduto nei decenni scorsi. La presenza di ciclabili e la limitazione e la moderazione del traffico e della velocità sono i principali fattori che possono favorire la mobilità ciclistica urbana.
- Governance. COn questo termine si intendono non solo gli interventi infrastrutturali ma anche tutta una serie di comportamenti  di politica della mobilità che diminuiscano il tasso di motorizzazione nonchè tutta una serie di azioni e scelte cge promuovano un diverso modello di mobilità e di vita.
- Comunicazione e promozione. Per sensibilizzare sul tema della mobilità sostenibile e, in particolare, avvicinare al mondo della bicicletta, sono necessarie anche diverse iniziative di animazione e promozione, rivolte alle famiglie, ai bambini, ai lavoratori e ad altri soggetti come ad esempio i commercianti. Per questo è importante l’adesione del Comune agli eventi FIAB organizzati e promossi a livello nazionale per rendere più “ciclabili” i comuni.

Pare evidente che il valore 5 non é indicativo di un grado di ciclabilità ideale ma indica il miglior livello raggiunto nella realtà italiana.
Se si fosse preso come riferimento (benchmark) una delle migliori realtà olandesi o danesi, e dunque il massimo a livello europeo, si sarebbe dovuta estendere la scala (ad esempio 10 bike smile per la migliore europea e 5 per la prima delle italiane) oppure, conservando la scala di 5 come massimo assoluto, comprimere tutte le realtà italiane nella fascia 1-3 o addirittura 1-2 bike smile. Questa seconda ipotesi, però,nnon avrebbe reso giustizia alla comunque enorme differenza tra i comuni

[Trovate il testo completo dell'articolo qui]

Ormai siamo in estate e allora ho pensato di dedicare questo articolo alla modalità di viaggio bici+treno qui in Svezia. E per cominciare vi svelo già che purtroppo ci sono molti problemi a riguardo e che paesi come Olanda, Germania e Danimarca sono molto molto più avanti!

La brutta notizia è che sui treni gestiti dalla compagnia statale SJ, che gestisce per esempio il traffico di treni intercity, alta velocità e treni notte, non sono ammesse le bici, se non smontate e portate in apposita valigia. La buona notizia è che invece il trasporto bici è possibile sulla gran parte dei treni regionali, che però sono gestiti da diverse compagnie nelle diverse regioni, e quindi anche le regole possono essere differenti.

Cykelfrämjandet, l’associazione svedese che corrisponde a FIAB, ha fin dai primi anni (è nata nel 1934) puntato sul trasporto bici in treno e ha spesso portato avanti campagne a riguardo, ma a quanto pare con limitato successo. “In altri paesi europei si è compresa di più la potenzialità di questo tipo di trasporto, flessibile ed ecologico”, ha dichiarato la vicepresidente dell’associazione in un’intervista dedicata a questa tematica.

Le ragioni per cui SJ non ha ancora cambiato politica a riguardo sarebbero legate a questioni di puntualità, accessibilità e sicurezza. A me personalmente sembrano scuse comode per non affrontare il problema, visto che in altri paesi ci si riesce! Un altro motivo sarebbe che, secondo indagini di mercato svolte dalla compagnia ferroviaria, la domanda per questo tipo di servizio sarebbe minima in confronto alle richieste in continuo aumento di posti passeggero. Questo però non trova conferma in quello che nel 2008 è venuto fuori da un sondaggio condotto da Banverket*: il 92% degli intervistati riteneva che dovesse essere consentito il trasporto bici su tutti i treni. Da un altro sondaggio, effettuato da Svensk Cykling** nel 2017, è emerso che il 42% degli intervistati utilizzerebbe maggiormente la bici se il trasporto su treno fosse migliore.

La speranza di Cykelfrämjandet è che le direttive europee siano lo sprint iniziale per cambiare finalmente le cose, non solo in Svezia ma in tutta Europa. Secondo ECF***, infatti, il 53% dei collegamenti ferroviari più veloci tra le principali città europee non ammette bici a bordo. Nell’autunno 2020, dopo una lunga campagna di ECF, il parlamento europeo ha votato a favore della proposta di introdurre un minimo obbligatorio di 4 spazi bici su tutti i treni nuovi o rinnovati. E’ stata una conquista per ECF, che però aveva richiesto un minimo di 8 posti e che vorrebbe vedere esteso l’obbligo a tutti i treni. In ogni caso è un grande primo passo avanti!

Nel primo numero del 2021 di Cykling (la rivista che i soci di Cykelfrämjandet ricevono) è uscito un articolo che racconta un’iniziativa personale di una donna con disabilità che, per attirare l’opinione pubblica sulla questione, ha viaggiato da Stoccolma a Sollefteå sul suo triciclo elettrico (circa 500 km, in due settimane) perché anche questo tipo di mezzo, essenziale per alcune persone, non è ammesso sui treni SJ. L’”eroina”, che si chiama Hélène Gladsaxe, auspica una lotta comune per costringere SJ a cambiare le sue politiche per il trasporto a bordo sia di biciclette che di mezzi elettrici come il suo.

Ma come vi avevo anticipato, si possono comunque trasportare le bici sulla maggioranza dei treni regionali! Grazie al lavoro della sede locale di Lund dell’associazione Naturskyddsförening****, sono state create delle mappe specifiche delle tratte ferroviarie che ora vi mostro. La prima, a sinistra, raffigura la Svezia settentrionale, la seconda, a destra, la Svezia centro-meridionale.

mappe2

Le linee verdi indicano le tratte dove la bici è ammessa, mentre le rosse quelle dove non è consentita. Inoltre dallo spessore delle linee verdi si può capire la frequenza del servizio (linea più spessa=traffico molto frequente). Però osservando le cartine è evidente che sia complicato o impossibile raggiungere alcune zone con questa modalità di viaggio.

Ci sono poi alcuni aspetti negativi da valutare: per esempio è molto complicato fare viaggi di lunga distanza con questa modalità (e la Svezia è lunga ben 1572 km!), sia per il tempo impiegato utilizzando solo trasporti regionali, sia perché si tratterebbe di cambiare molti treni e magari dover transitare in zone dove il trasporto bici non è ammesso comunque. Le regole per il trasporto bici, inoltre, variano da regione a regione: per esempio il numero di bici ammesse varia da 2 a 6, il trasporto può essere gratuito, come costare 20, 30 o 60 kr (circa 2, 3 e 6 €) o come un biglietto bambino (metà prezzo di un biglietto adulto). La foto di copertina l'ho fatta per esempio su un Krösatåg, treno regionale della regione Småland, su cui ci sono solo 2 posti bici.

Io vivo in Scania (la punta sud della Svezia), dove il trasporto bici è ammesso (e gratuito, da circa un anno) sia sui regionali Pågatåg (vedi immagine a sinistra) che sui treni Öresundståg (vedi immagine a destra) che collegano la Svezia alla Danimarca. Ho viaggiato spesso con questa modalità, sia per escursioni giornaliere in regione, che per ciclovacanze nelle regioni limitrofe. Più avanti vi racconterò certamente qualcuno di questi viaggi! :-)

bicitreno

In linea di massima non ho mai avuto grossi problemi, però su alcune tratte più trafficate può essere più complicato riuscire a viaggiare con la bici. Per esempio sui regionali in Scania (treni Pågatåg) il trasporto bici è ammesso per un massimo di 6 bici, ma nella stessa vettura dedicata alle bici ci sono anche i posti riservati ai passeggini, ai passeggeri con cane, agli anziani, alle donne incinte e ai passeggeri con bagagli ingombranti. Questo significa che lo spazio per le bici può essere veramente risicato e che non sempre si riescano a mettere 6 biciclette. Mi è capitato di viaggiare con altri cicloturisti su una tratta molto frequentata d’estate, perché porta a località di mare molto visitate: a inizio corsa eravamo 6, ma dopo alcune fermate eravamo una quindicina e le bici ormai occupavano tutto lo spazio del vagone. Questo però, oltre che a impedire il passaggio e causare problemi di sicurezza e accessibilità, mette anche in cattiva luce il trasporto bici agli occhi degli altri viaggiatori e del personale ferroviario.

L’intermodalità bici+treno è veramente una soluzione di trasporto agile, flessibile ed ecologica che dovrebbe essere vista come un obiettivo comune da tutti. Il lavoro che ECF e tutte le altre associazioni (o anche i singoli privati come l’attivista Hélène Gladsaxe) portano avanti è importantissimo, non solo per chi come me vuole viaggiare in treno con la bici. Questo tipo di intermodalità porterebbe benefici a tutta la società, con effetti positivi sulla salute, sull’ambiente e sull’economia. Ecco quindi un buon motivo per sostenere le associazioni come FIAB!

Grazie per l’attenzione che mi avete donato! Se non avete ancora letto i miei precedenti articoli, li trovate qui.

Sempre sui pedali, Viola.

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Note:

*Banverket è stata fino al 2010 l’autorità statale amministrativa delle ferrovie svedesi. Dal 2010 è stata poi formata Trafikverket, che si occupa della gestione di tutti i trasporti sul territorio svedese.

**Svensk Cykling è un’organizzazione di settore per rivenditori, produttori e importatori di biciclette. Uno dei suoi scopi è di lavorare sulla formazione dell’opinione pubblica per spingere più persone possibili a pedalare più spesso.

***ECF: European Cyclists’ Federation, di cui sia FIAB che Cykelfrämjandet fanno parte

**** Naturskyddsförening è la maggiore associazione ambientalista di Svezia, nata nel 1909

 

Domenica, 13 Giugno 2021 17:30

Da Vivinbici a FIAB Tigullio : 10 anni di ricordi

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Sono passati 10 anni da quando alle Casette Rosse sei visionari fondarono la sezione FIAB Tigullio con il nome "Vivinbici".

Nel filmato troverete non solo i ricordi e le emozioni della maggior parte di loro ma anche i saluti e i ringraziamenti del presidente Fiab nazionale, della coordinatrice FIAB Nord Ovest, del presidente FIAB Genova nonché delle autorità locali.

BUON COMPLEANNO, VIVINBICI!.

Domenica, 13 Giugno 2021 22:00

Tutti ci conoscono nel Tigullio come Vivinbici

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Nonostante l'emergenza sanitaria e le restrizioni, alcuni soci attivi e membri del Direttivo, in numero ristretto si sono incontrati domenica 13 giugno 2021 presso la sede di Fiab Tigullio per festeggiare il compleanno dell'Associazione.

Sul nostro canale YouTube trovate il video del breve discorso del nostro presidente, Marco Veirana.

Domenica, 13 Giugno 2021 16:30

Buon compleanno, Vivinbici

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Il 13 giugno 2011 nasceva Vivinbici alle Casette Rosse a Sestri Levante.
Nonostante la pandemia non ci abbia permesso di organizzare il grande evento che sognavamo, vogliamo festeggiare e non dimenticare questo importante compleanno.

Dieci anni sono trascorsi in fretta e molte delle città del Tigullio stanno cambiando aspetto, ridisegnando i territori con un occhio di riguardo alla mobilità sostenibile.
Come Associazione che ha tra i compiti statutari principali quello di “mettere in relazione e comunicazione, le persone adulte e minori interessate e motivate ad agire in prima persona e/o a promuovere azioni per una città ciclabile ed altre forme di mobilità sostenibile” non possiamo che essere felici della strada percorsa insieme.

In occasione del compleanno di Vivinbici é iniziata la revisione della storica Piccola cicloguida di Sestri Levante, datata 2006. Se ne avete una copia in casa conservatela gelosamente perchè sul fondo della pubblicazione compare ancora il timbro “storico” ASSOCIAZIONE VIVINBICI con l’indicazione della prima sede presso le Casette Rosse.
Accanto ai percorsi già presenti, ma aggiornati con i nuovi tracciati ciclabili che non esistevano nel 2006, ne aggiungeremo un quinto. Molti anni sono passati da quando il gruppo di 8 alunni, coadiuvati da Marco Veirana ed Elena Rizzi, realizzava con cartine e manuali la piccola cicloguida. I percorsi verranno non solo revisionati ma le tracce GPS saranno rese disponibili, oltre che su fiabtigullio.it, su Comuni ciclabili e Andiamoinbici.it.
La nuova guida aggiornata sarà disponibile da novembre 2021.

Per coinvolgere il più possibile la cittadinanza in questi festeggiamenti, dalla fine del mese di giugno, in una data che verrà comunicata in anteprima ai soci FIAB Tigullio e secondariamente diffusa alla stampa e sui canali social, verranno “liberati” nei comuni di Sestri Levante, Lavagna, Chiavari e Rapallo i nostri sassi colorati. Chi troverà almeno tre sassi potrà recarsi in sede per ritirare un gadget. Chi non può raggiungere agevolmente la sede di Sestri Levante potrà contattarci telefonicamente o per email (recapiti sul nostro sito) e concorderemo un altro luogo di ritiro.

Vogliamo che quest’anno sia soprattutto il NOSTRO compleanno, il compleanno di tutti i nostri soci che ci hanno sostenuto e che continuano a sostenerci ogni anno. Ogni socio dal mese di giugno 2021 al mese di maggio 2022, riceverà una mail nel mese del suo compleanno in cui verrà invitato in sede per ritirare un regalo. Essendo i soci di FIAB Tigullio dislocati in varie località è possibile mettersi in contatto con noi per concordare il ritiro in altra sede o con altre modalità.

Come anticipato sulla nostra pagina FB il 13 maggio, nel corso di quest’anno vorremmo raccogliere le vostre testimonianze sulla Sestri che è stata.
Lunedì 7 giugno é apparso sul sito l'articolo della nostra segretaria e socia che ha ricordato la sua Sestri ciclabile della fine degli anni Settanta del Novecento. Vorremmo che ognuno ricordasse quello che è stato, che ci venissero regalati ricordi ed immagini legate allo spostarsi in bicicletta nel nostro territorio perchè possa nascere un racconto collettivo e condiviso che convertiremo in PDF e renderemo disponibile sul nostro sito perchè non si perda anche questo frammento di memoria della nostra bella Sestri e delle altre cittadine vicine che i nostri genitori (o nonni) raggiungevano in bicicletta.

Ultimo ma non per importanza, sul nostro canale YouTube troverete un breve video di ricordi e pensieri condivisi di questi 10 anni insieme. Daremo voce ai fondatori e agli amministratori che, in questi anni, hanno creduto nel possibile cambiamento che stiamo vivendo.

BUON COMPLEANNO, VIVINBICI

Percorrendo la ciclabile che dal Parco di Via Sedini porta alla Coop ultimamente mi capita spesso di pensare com’era muoversi a Sestri in bicicletta quando avevo 12 anni.
Ho sempre abitato a Pila sul Gromolo e Corso Colombo per la Laura bambina era (ed è rimasto ) “il centro”. Al mare da bambina ci andavamo poco spesso perchè era come andare ad una crociata : secchielli, palette, tutto caricato su una delle biciclette ed io seduta sul sedile posteriore, con i piedi spesso a penzoloni (non esistevano i seggiolini certificati!). Devo ammettere che i miei ricordi di quegli anni relativi alla mobilità cicilistica si fermano ai piedi a penzoloni. Perchè poi si arrivava davanti alla scalinata della prima delle piscine di Sant’Anna, la “piscina” dove si andava prima di imparare a nuotare perchè l’acqua era bassa, ma i ricci, spesso insidiosi, si conficcavano nelle piante dei piedi e la sera servivano pinzette ed ago per togliere via le spine.
Il mio mondo di bambina era Pila e nel cortile del condominio in cui abitavo ho imparato ad andare in bicicletta e ho una bella fotografia, che ho cercato e ritrovato non molto tempo fa fa, perchè avevo voglia di ricordare quella bambina..
Vecchio sottopassoDiventare grandi era prendere l’autobus (allora si chiamava corriera) che portava alle medie, almeno finchè le giornate non cambiavano colore. Le ricordo quelle mattine di  primavera, quando   finalmente l’aria era sottile di profumi che promettevano l’estate e potevo prendere la Graziella per andare a scuola. All’andata si percorreva Via Nazionale o  Via Antica Romana Orientale, che   aveva ancora i "bei" laterali. Arrivati poco dopo il ponte romano si cominciava a sperare di trovare il passaggio a livello alzato. Altrimenti, bici in   spalla, si scendevano i gradini per non aspettare che   si sollevasse, perchè ogni attesa allora sembrava durare secoli. Si lasciavano le cartelle sul muretto (sono andata a scuola a  Portobello) e si andava da “Bacci” a prendere la focaccia. Dopo le ore   di scuola e soprattutto se all’ultima ora si ci era spostati in Val di Canepa per fare ginnastica, si percorreva Via Aurelia per tornare a casa. Ricordo che fare quella strada era un insieme di sfida e   paura, perchè in fondo non mi piaceva fare quella strada. L’Aurelia faceva sempre un po’ paura, con le macchine che correvano vicine e bisognava fare attenzione e non sbandare e rimanere entro “la riga gialla”che delimitava il bordo strada per le auto: una relativa salvezza per noi.  All’incrocio con Via Sedini, c’era sempre l’incognita del semaforo per la svolta a sinistra, perchè bisognava essere abbastanza veloci, agili ed anche coordinati. Bisognava ruotare il capo, calcolare la velocità della macchina più vicina e poi ci si cominciava a spostare, con il braccio sinistro alzato ad indicare il nostro spostamento verso il centro della strada. Forse non dovrei scriverlo ma ricordo che spesso tornavano in due sulla stessa bicicletta. Sul retro della Graziella, l'amico stava in piedi e si girava per te e per te allungava il braccio e quasi gridava: VAI! E si andava con l’incoscenza dei 12 anni che a volte proteggono dalle scelte più stupide, con una viabilità che non era caotica come quella attuale perchè non eravamo soltanto noi ragazzi a spostarci in bicicletta.
Io le ricordo le file di biciclette parcheggiate sotto le tettorie davanti alla Fit Ferrotubi, e a volte non so se certi ricordi sono veri o se il tempo, gran signore, mi ha regalato nuove, e a volte non so se certi ricordi sono veri o se il tempo, gran signore, mi ha regalato nuove immagini, per regalarmi ricordi ancora più belli.
Crescendo il mondo si è allargato verso Riva e le sue bellissime spiagge, più adatte ad ospitare le compagnie grandi e rumorose di quanto potessero fare gli scogli di Sant’Anna. La scelta per raggiungere l’Asseu da Pila era tra due salite salite. La prima che, dopo l’Aurelia, girando a destra in Via Gramsci, ti permetteva di vedere se qualche dj stesse entrando o uscendo dalla radio (ricordate che per un periodo Radio EcliVia Sedinisse 82 trasmetteva da lì?). La seconda, prima di scoprire le spiagge di ponente, ti faceva attraversare San Bartolomeo e Riva, portandoti a costeggiare la salita con i cantieri a destra.
Oggi, che non ho più l’incoscienza dei 12 anni, penso che è una fortuna che si possa raggiungere in sicurezza e quasi senza discontinuità gli stessi posti che raggungevo pericolosamente (ed incoscientemente) ormai quarant’anni fa.
Quando avrò l’età di mia madre forse non dovrò dire come lei : meno male che ci sono le ciclabili altrimenti non potrei più andare in bicicletta perchè una Sestri interamente ciclabile é lì dietro l’angolo e noi l’abbiamo vista nascere.
(Laura Bregante)

 

Nota sulle immagini : le immagini presenti nell'articolo (a parte la copertina che é un mio ricordo personale) sono state pubblicate nel gruppo FB Sei di Sestri Levante se e ho scelto di inserirle perchè sono lo specchio fedele dei miei ricordi. Come anticipato in un post sulla nostra pagina FB del mese scorso questo articolo spera di stimolare altri ricordi ed immagini e ricostruire un racconto corale della Sesti che è stata (e che manca un po' a tutti). 

A Helsingborg (nel sud della Svezia) c'è un meraviglioso spazio didattico destinato ai bambini per insegnare loro come muoversi in bici e a piedi in città rispettando le regole del codice stradale e gli altri utenti.

Si tratta di una cittadina in miniatura, Fredriksstad, dove i bambini possono circolare a piedi e in bici liberamente e in piena sicurezza. La piccola città è attrezzata di tutto il necessario: strade, segnaletica, attraversamenti pedonali, semafori, passaggio a livello, fermata del bus, piccoli caseggiati (utilizzati come magazzini per le biciclette e i caschi), incroci e rotonde.

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Questo spazio ha una lunga storia ed esiste dal 1955. Era stato creato in occasione della grande esposizione di architettura H55. Nel 1958 è stato spostato nella sua attuale posizione, in una zona abbastanza vicina al centro di Helsingborg vicino al parco Fredriksdal. Fino al 2010 le attività, prevalentemente estive, venivano gestite da un'associazione di volontari. Dal 2012 è il comune che si occupa della gestione e del supporto didattico alle scuole.

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Il Laboratorio ambientale, creato dal comune, supporta tutte le scuole sul territorio comunale (comunali e private) nelle varie attività didattiche sul tema ambiente. Il personale si occupa anche di aiutare gli insegnanti a gestire le classi durante le attività svolte all’interno di questo spazio. Tutte le scuole e gli asili del comune possono utilizzare lo spazio didattico anche in autonomia.

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Lo spazio didattico è aperto poi anche al pubblico negli orari non scolastici, quindi gruppi e famiglie possono sfruttarlo per insegnare ai più piccoli a pedalare in sicurezza.

Per le classi equivalenti alla prima elementare il Laboratorio ambientale organizza gratuitamente un programma specifico denominato “In tutta sicurezza”. Il programma è diviso in due parti, una dedicata all'utilizzo dell'energia elettrica in sicurezza, e l'altra ovviamente alla sicurezza stradale che prevede una lezione di 75 minuti:

Correlato a questo è nato il progetto “Portami a scuola” destinato sempre alle prime classi, per stimolare i bambini e i genitori ad andare a scuola a piedi o in bici. Il progetto nasce per migliorare la sicurezza stradale e gli ambienti intorno alle scuole ed è anche un modo per far capire ai bambini come possono influenzare positivamente il traffico e l'ambiente circostante con le loro singole azioni.

Un altro progetto del Laboratorio ambientale è la scuola estiva destinata alla fascia di età 5-8 anni. Si organizzano corsi di una settimana durante le vacanze estive, completamente gratuiti: i bambini vengono divisi in gruppi e imparano a muoversi in città ma in un ambiente completamente sicuro!

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Lo stesso Laboratorio ambientale tra i diversi programmi e progetti che segue (ne cito alcuni: “Voglia di coltivare”, “Rifiuti che ritornano”, “Il bosco dei bambini”, “L'importanza dell'acqua”, “Aria fresca”, “Viaggia con intelligenza” e tanti altri), ne destina uno alle quinte elementari denominato “Patente per bici”, dove i bambini imparano a pedalare questa volta nel vero traffico cittadino.

Per i più curiosi c’è la possibilità di vedere un breve video (in svedese ovviamente, ma le immagini sono comunque eloquenti) qui!

Sarebbe bello poter vedere luoghi simili anche in Italia, e nello specifico nel nostro Tigullio. Sono sicura che, se ci fossero spazi del genere, sarebbero utilizzati non solo dalle scuole, ma anche dalle famiglie! L’idea di insegnare ai propri figli ad andare in bici in mezzo al traffico credo che spaventi molti genitori, che magari la rimandano di qualche tempo proprio per questo motivo. Cittadine come Rapallo e Chiavari, dove la manifestazione Bimbimbici ha sempre riscosso successo, avrebbero bisogno di uno spazio del genere. Potrebbe essere un modo per spingere verso una maggiore mobilità sostenibile in città, a partire dalle famiglie. Non mi dimentico di Sestri Levante, che anche se più ricca di piste ciclabili, potrebbe puntare su un progetto del genere, per esempio all’interno del parco Mandela.

Grazie per aver seguito la mia rubrica! Se non avete ancora letto il precedente articolo, lo trovate qui

Sempre sui pedali, Viola.

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