Viola De Carlo

Viola De Carlo

Mi chiamo Viola, ho 36 anni e sono una dei soci fondatori di FIAB Tigullio Vivinbici. Dal 2015 vivo a Lund, una cittadina universitaria del sud della Svezia, ricca di piste ciclabili e in gran parte pianeggiante, quindi con ottimi presupposti per una mobilità ciclabile! Il mio amore per la bici nasce in adolescenza dove la bici rappresentava per me la possibilità di muovermi tra diverse cittadine del Tigullio in autonomia… poi pian piano è diventata un simbolo della mia volontà di andare contro corrente, di non adeguarmi alla massa… finché poi ho trovato la mia coscienza ambientalista ma anche il semplice piacere di pedalare, respirare e guardare il mondo dal mio sellino. Con questa rubrica vorrei darvi la possibilità di vedere come funzionano (o non funzionano) le cose qui, come spunto di riflessione o anche per semplice curiosità! La mia idea è quella di raccontarvi sia esperienze personali di ciclabilità e cicloturismo, sia di prendere ispirazione dagli articoli della rivista dell’associazione Cykelfrämjandet di cui ovviamente sono socia, che sarebbe poi il corrispettivo di FIAB qui in Svezia.

Domenica, 16 Gennaio 2022 17:17

Vintercykling: pedalare in inverno

Sono passati alcuni mesi dall’ultimo articolo e siamo ormai in pieno inverno. La bicicletta non viene generalmente associata all’inverno, ma continuare a usare la bici nei mesi freddi è possibile e soprattutto è importante per non perderne i benefici acquisiti durante la bella stagione.

I “problemi” legati all’inverno sono principalmente il buio, il freddo e le precipitazioni. Se ci si prepara correttamente con attrezzatura e spirito positivo si può affrontare un inverno in biciletta! Cykelfrämjandet* ha, tra i suoi 8 obiettivi dichiarati, l’obiettivo di rendere possibile l’utilizzo della bici durante tutto l’anno, che gioverebbe all’ambiente, alla salute e all’economia. Quando più persone scelgono la bicicletta per spostarsi, diminuisce la congestione del traffico con conseguenze positive a livello di inquinamento atmosferico e acustico, ma anche a livello di salute psichica e di emissioni di CO2. Diminuisce poi anche l’affollamento sui trasporti pubblici, un aspetto importante rispetto alla diffusione del contagio che stiamo vivendo in questi anni, che renderebbe l’uso dei mezzi pubblici più sicuro e sostenibile per chi non ha la possibilità di muoversi a piedi e in bici.

Cykelfrämjandet vede un aumento dell’utilizzo della bici nei mesi invernali negli ultimi dieci anni in Svezia, probabilmente stimolato dalla maggiore attenzione delle amministrazioni alla tematica che si traduce in una maggiore cura delle piste ciclabili nei mesi invernali. Anche l’aumento dell’utilizzo di copertoni chiodati ha dato una spinta alla scelta della bici in inverno. Tuttavia, sono ancora molte le persone che mettono la bici in cantina per i mesi invernali, quindi Cykelfrämjandet auspica maggiori investimenti da parte delle amministrazioni per quanto riguarda la manutenzione invernale delle piste ciclabili e dei marciapiedi, sottolineando che sarebbe comunque economicamente vantaggioso, perché i costi di cura che gli infortuni (dati da cadute di pedoni e ciclisti) comportano sono molto più elevati.

Oltre al lavoro a livello istituzionale e politico, c’è anche il lavoro di divulgazione che Cykelfrämjandet svolge. A novembre si è per esempio tenuto un seminario online, aperto a tutti i soci, per affrontare il tema, sottolineando gli aspetti positivi e i benefici, e per dare consigli su come affrontare un inverno in bicicletta. L’esito del seminario è stato poi riassunto in un articolo sul sito dell’associazione con la seguente lista di consigli:

  • effettuare la manutenzione della bici prima dell'inverno in modo che tutto funzioni correttamente;
  • montare pneumatici chiodati, soprattutto sulla ruota anteriore. Se vivi in ​​un posto dove le gomme chiodate non sono necessarie tutti i giorni, può essere difficile pedalare con un attrito extra, quindi solo la gomma anteriore può essere sufficiente, che è anche la più importante per l'equilibrio;
  • avere le gomme leggermente meno gonfie;
  • abbassare leggermente la sella in modo che sia più facile scendere dalla bici;
  • avere elementi riflettenti e una buona illuminazione;
  • indossare abiti a seconda del tempo, preferibilmente strati “a cipolla”. Vestiti e guanti impermeabili sono importanti;
  • vacci piano! Soprattutto quando svolti;
  • non frenare troppo forte;
  • non tenere il manubrio troppo stretto, rilassati!
  • decidi in anticipo che andrai in bicicletta e prepara la borsa per pedalare la sera prima in modo da rendere più facile la partenza al mattino;
  • indossa un berretto o una visiera sotto casco per proteggere gli occhi o gli occhiali da pioggia o neve;
  • pulisci regolarmente la bici, in particolare i freni e la catena;
  • ricorda che la batteria di una bici elettrica ha una durata inferiore quando fa freddo.

Sul sito di Cykelfrämjandet viene poi riportato il lavoro di NTF**, che ha esaminato l'efficacia dello sgombero della neve e dello sbrinamento dei marciapiedi e delle piste ciclabili in 20 comuni svedesi selezionati a caso. Il sondaggio mostra che il 72% dei comuni ha ottenuto una buona valutazione per quanto riguarda l’antiscivolo e il 76% ha una buona rimozione della neve. L’indagine di NTF mostra che c’è un’attenzione alla tematica da parte delle amministrazioni, ma che c’è bisogno di maggiori investimenti a riguardo per consentire a più persone l’utilizzo della bici nei mesi invernali.

Svensk Cykling*** organizza per la seconda volta il Vintercyklingens dag, la parte svedese della giornata internazionale Winter Bike To Work Day, che cade il secondo venerdì di febbraio ogni anno e che è nata in Canada nel 2013. Per il 2021 la giornata si organizza con il sostegno economico di Trafikverket**** e punta a dimostrare che sempre più persone scelgono di spostarsi in bici in inverno ed evidenziare i vantaggi che sia la società che l'individuo hanno dall'avere più ciclisti durante l'anno. Svensk Cykling dichiara che nel 2019 1 persona su 10, in Svezia, ha utilizzato la bici in una “giornata media” invernale, con un aumento del 28% rispetto a pochi anni prima. A questo link è possibile iscriversi al Winter Bike To Work Day e vedere in quali parti del mondo ci sono adesioni.

Personalmente ho sempre usato la bicicletta anche in inverno quando vivevo in Italia, avendo la fortuna poi di vivere a Sestri Levante, dove le precipitazioni nevose e il ghiaccio non sono così comuni. Qui in Svezia vivo, comunque, nella regione più meridionale, quindi anche qui cerco di pedalare anche in inverno. L’anno scorso però ci sono state delle nevicate seguite da due o tre settimane continuative di temperature sotto lo zero che mi hanno un po’ messa alla prova, soprattutto perché non preparata. Una mattina pedalando verso il lavoro sono caduta su una lastra di ghiaccio che al buio non avevo intuito, e da lì mi è rimasta quella leggera paura o tensione che ora provo ogni volta che vedo del ghiaccio sull’asfalto. Il problema è che qui non avrebbe senso montare dei copertoni chiodati, perché si tratta di episodi sporadici che nemmeno ogni anno capitano: i primi inverni che ho passato qui non ha quasi mai nevicato, oppure la neve si è sciolta subito. Per quanto riguarda il freddo e la pioggia mi sono invece attrezzata con l’abbigliamento necessario.

Il comune di Lund fa poi ogni anno una campagna di promozione per l’utilizzo di elementi riflettenti, come giubbini, braccialetti, spille e altro. Le statistiche dicono che in Scania, la regione di Lund, 7 pedoni/ciclisti su 10 utilizzano qualche elemento riflettente, che mi sembra un buon risultato che deve però essere migliorato. Quindi ogni anno il comune durante il mese di novembre distribuisce in diversi punti elementi riflettenti per i cittadini: si tratta in genere di piccoli elementi come quelli nella foto qui sotto che si possono applicare alla giacca o allo zaino per esempio.

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Per quanto riguarda la manutenzione delle piste ciclabili in inverno, il comune di Lund ha un piano che prevede di assicurare lo sgombero neve e lo spargimento sale sulle strade e piste ciclabile, ma con diverse priorità a seconda del percorso. Nella foto qui sotto potete vedere che le piste ciclabili e i percorsi pedonali in rosso sono quelle con priorità 1, cioè che gli interventi vengono fatti indipendentemente dagli orari o dal giorno della settimana. I percorsi verdi hanno priorità 2, mentre quelli azzurri priorità 3. In questo modo è più facile pianificare il proprio percorso, per esempio per andare a lavorare, cercando di percorrere percorsi con alta priorità per pedalare più sicuri. I due punti viola corrispondono indicativamente al punto dove vivo e al punto dove lavoro che, come vedete, sono collegati dalla rete di piste ciclabili in prevalenza di priorità 1.

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A dicembre sono invece stata alcuni giorni a Umeå per motivi di studio. Umeå, per chi non la conoscesse, è molto più a nord di Lund e ha un clima decisamente più rigido e ricco di precipitazioni nevose. 

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Ma è anche una città universitaria piena di studenti e abbastanza raccolta, dove quindi la bicicletta è un mezzo tenuto in buona considerazione. Anche il comune di Umeå ha un piano con diversi livelli di priorità simile a quello di Lund. 

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Nei pochi giorni in cui ho soggiornato lì c’era parecchia neve, comunque ho visto un po’ di persone in bicicletta, anche se non moltissime. La signora che mi ha affittato la stanza poi, a sentire le mie domande sull’argomento, mi ha chiesto se volessi provare la sua bici coi copertoni chiodati.

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Così ho approfittato e ho fatto un giretto con la sua bici lì nel quartiere: avrò percorso poco meno di 1 km, ma devo dire che avevo una sensazione di stabilità che mi ha stupita. La strada come potete vedere in questa foto aveva uno strato di neve compatta, che a mio avviso è anche meglio della strada dove la neve è stata sgombrata con un maggiore rischio che si formi ghiaccio.

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Non mi resta che trasferirmi al vero nord e attrezzarmi di copertoni chiodati allora! :-)

Grazie per l’attenzione che mi avete donato! Se non avete ancora letto i miei precedenti articoli, li trovate qui.

Sempre sui pedali, Viola.

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* Cykelfrämjandet, nata nel 1934, è il corrispettivo della FIAB italiana in Svezia.

**NTF (Nationalföreningen för trafiksäkerhetens främjande) è l'associazione nazionale per la promozione della sicurezza stradale: è un'organizzazione libera e indipendente che lavora per la sicurezza del traffico. NTF opera su base non-profit e democratica attraverso movimenti popolari, organizzazioni, istituzioni sociali, aziende e individui.

***Svensk Cykling è un’organizzazione di settore per rivenditori, produttori e importatori di biciclette. Uno dei suoi scopi è di lavorare sulla formazione dell’opinione pubblica per spingere più persone possibili a pedalare più spesso.

****Trafikverket è l’autorità statale amministrativa che si occupa della gestione di tutti i trasporti sul territorio svedese.

 

Cykelvänlig Skola significa scuola a misura di bicicletta o scuola amica della bicicletta, o per chi ama gli anglicismi scuola bicycle-friendly. Questo è il nome del nuovo progetto a livello nazionale promosso da Svenska Cykelstäder* e sostenuto anche da Svensk Cykling** e Cykelfrämjandet***. Il progetto è partito ufficialmente il 16 agosto, con l’inizio dell’anno scolastico, e comprende l’apertura di un sito dedicato e di un concorso nazionale per le scuole.

Le premesse da cui si parte sono per esempio che ogni bambino ha bisogno di almeno 60’ al giorno di attività fisica, che più del 60% dei bambini tra i 10 e i 12 anni vive a meno di 2 km dalla propria scuola, oppure che il 44% dei dirigenti scolastici sostiene che i genitori che accompagnano a scuola in auto i propri figli sono la principale causa di incidente stradale nei pressi delle scuole, a discapito proprio degli alunni! Andare a scuola in bici migliorerebbe la condizione di salute di bambini, genitori e personale scolastico. Anche altri aspetti avrebbero giovamento, per esempio la capacità di concentrazione aumenterebbe, l’ambiente scolastico sarebbe più salutare e sicuro, l’indipendenza e la fiducia in sé stessi dei bambini si rafforzerebbe, andare a scuola in bici in gruppo sarebbe vissuta come un’esperienza divertente con conseguenze positive anche sull’ambiente scolastico. 

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Come detto il progetto è partito con il lancio del nuovo sito https://cykelvanligskola.se/ che, oltre a contenere informazioni generali e materiale per la promozione, include una sezione chiamata “Cassetta degli attrezzi” che sarebbe metaforicamente un contenitore pieno di strumenti per aiutare le regioni, i comuni, i dirigenti, il personale scolastico e i genitori a lavorare per migliorare la/le propria/e scuola/e da un punto di vista della mobilità ciclistica. Questa “cassetta” contiene per esempio progetti già esistenti e che hanno dato buoni frutti; quindi il senso è quello di dare fonte di ispirazione e idee a chi vuole far partire un progetto nella propria scuola (o nel proprio comune).

Per esempio un insegnante può trovare materiale didattico o ispirazione su come inserire la ciclabilità nell’insegnamento della propria materia. Il personale scolastico può trovare consigli su come migliorare la comunicazione con le famiglie riguardo progetti di ciclabilità o idee su attività da organizzare durante l’anno scolastico. Un dirigente può invece prendere spunto su come promuovere l’uso della bici tra il personale scolastico. L’ufficio tecnico di un comune può trovare idee su come fare e attuare un piano d’azione per migliorare la sicurezza stradale nei pressi delle scuole, ma anche idee per attuare progetti più grandi come quello della Barntrafikskolan di Helsinborg di cui vi ho già parlato (http://www.fiabtigullio.it/j3/component/k2/item/123-barntrafikskolan-educazione-stradale-per-bambini-il-nuovo-articolo-dalla-nostra-inviata). Un genitore può trovare spunti su come insegnare la sicurezza stradale ai propri figli giocando e divertendosi oppure informazioni e suggerimenti su come far partire un progetto di bicibus nella scuola dei propri figli.

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Cykelvänlig Skola è anche un concorso, al quale possono partecipare tutte le scuole sul territorio svedese: ogni scuola, dopo aver nominato un referente (che può essere un genitore, un dirigente, un insegnante…), procede con la registrazione online. Durante la registrazione verrà chiesto di spuntare una lista di criteri che descrivono quanto la scuola, al momento dell’iscrizione, sia “cykelvänlig” (ovvero a misura di bicicletta). Il passo successivo è quello di creare un piano d’azione concreto, anche con l’aiuto della suddetta “Cassetta degli attrezzi”, per migliorare le condizioni di ciclabilità della scuola. I passi avanti e quindi i nuovi criteri raggiunti si possono poi documentare entro una data termine, dopo la quale verranno assegnati il premio per la scuola più a misura di bici e quello per la scuola che ha dimostrato più coinvolgimento e creatività nel progetto. Svenska Cyklestäder offre anche la possibilità di supporto gratuito a tutte le scuole che partecipano al concorso, per esempio aiutando le scuole che vogliono iniziare un dialogo con l’ufficio tecnico del comune per modificare la circolazione nella zona antistante la scuola, oppure dando materiale informativo da distribuire o idee per sviluppare attività ludico-didattiche collegate al progetto.   

I criteri di cui scrivevo prima sono stati divisi in 5 livelli (da 1 a 5 stelle). Ogni scuola deve soddisfare almeno 6 criteri (su 10 o 11 totali per ogni livello) per poter passare al livello successivo. Vi mostro nella foto qui sotto i criteri dei primi due livelli, 1 e 2 stelle. 

criteri

 Per il primo livello ci sono per esempio i seguenti criteri:

  • La scuola partecipa al concorso e mostra un interesse a promuovere la ciclabilità.
  • Presenza di piste ciclabili e/o zone 30  che conducono alla scuola.
  • Presenza di ciclo-posteggi nei pressi della scuola.
  • La scuola ha l’ambizione di aumentare il numero di alunni che vanno a scuola in bici.
  • La scuola ha l’ambizione di aumentare il numero di dipendenti che vanno a scuola in bici.
  • La scuola ha aperto un dialogo con l’ufficio tecnico del comune (o chi di competenza) per migliorare la situazione del traffico nei pressi della scuola.
  • La scuola informa attivamente sui benefici e incoraggia genitori e famiglie a optare per una mobilità attiva e sostenibile, informa le famiglie e i genitori su quali attrezzature siano necessarie agli alunni per raggiungere la scuola pedalando in piena sicurezza (casco, luci, giubbini ad alta visibilità…).
  • Presenza di almeno una pompa per gonfiare le gomme. La pompa deve essere di facile utilizzo e deve essere ben segnalata così che chi ne avesse bisogno la possa trovare facilmente.
  • Presenza di almeno un referente nella scuola (genitore, insegnante, alunno…) che sia responsabile delle comunicazioni riguardanti la ciclabilità o la promozione del progetto.
  • Possibilità, per alunni e personale, di riporre il proprio caschetto in un posto adeguato e sicuro durante tutto l’orario scolastico.
  • Non ci sono regole della scuola che impediscono agli alunni di raggiungere la scuola in bici, per esempio in base all’età o all’anno scolastico. 

criterie

 La foto qui sopra invece vi mostra i criteri per raggiungere il livello più alto, 5 stelle:

  • Presenza di ciclo-posteggi che diano la possibilità di legare il telaio della bici, anche di diversi tipi di bici, per esempio di diverse dimensioni. Il ciclo-posteggio è sicuro, illuminato e senza angoli nascosti. Il numero di posti soddisfa la necessità di posti bici, si trova a meno di un minuto a piedi dalla scuola e non c’è bisogno di attraversare una strada trafficata tra il ciclo-posteggio e la scuola.
  • La scuola possiede biciclette speciali e attrezzature che permettono il trasporto di materiale, attrezzatura o addirittura alunni (per esempio cargo-bike, carrellini, bici pieghevoli…). Le bici sono in buono stato e durante il periodo invernale sono fornite di gomme adatte.
  • La scuola partecipa al concorso Cykelvänlig arbetsplats**** per migliorare le condizioni di ciclabilità per il personale.
  • La scuola organizza almeno due eventi all’anno per promuovere la mobilità attiva e sostenibile.
  • E’ previsto l’inserimento di laboratori di manutenzione della propria bici per gli alunni durante l’orario scolastico.
  • Almeno un’attività legata alla ciclabilità viene seguita e valutata in base agli effetti conseguiti in relazione agli obbiettivi preposti. La valutazione viene poi utilizzata per migliorare il lavoro di promozione e informazione e raggiungere più e/o maggiori obiettivi in futuro.
  • Il personale dirigente raggiunge la scuola a piedi o in bici il più possibile e si muove a piedi o in bici anche per spostamenti di lavoro quando possibile.
  • La scuola ha effettuato uno studio sull’ambiente esterno nei pressi della scuola per quanto riguarda la sicurezza. Dopo aver effettuato lo studio sono stati pianificati degli interventi per migliorare le condizioni di sicurezza.
  • La scuola ha degli obiettivi concreti che riguardano la mobilità attiva e sostenibile, per esempio aumentare la percentuale di alunni che raggiungono la scuola in bici. Gli obiettivi sono seguiti e i miglioramenti monitorati, così da poter porre dei nuovi obiettivi.
  • La scuola possiede un budget annuale da investire in attività e progetti legati alla mobilità attiva e sostenibile.
  • C’è una pompa compressore che rende il gonfiaggio delle gomme semplice ed efficace. La pompa deve essere visibile e facile da utilizzare, con chiare istruzioni per tutti.

Il progetto è appena partito e quindi non so dirvi quante scuole parteciperanno al concorso quest’anno, ma mi terrò sicuramente aggiornata e magari più avanti vi racconterò come sarà andata. Personalmente mi sembra un progetto ambizioso e molto importante, spero vivamente che dia dei buoni risultati! Attualmente sto studiando proprio per diventare insegnante qui in Svezia e se tutto va bene fra un paio d’anni potrò anche io partecipare al concorso e contribuire come insegnate della mia futura scuola a una maggiore mobilità attiva e sostenibile! Almeno lo spero! :-)

Grazie per il tempo che dedicate alla lettura dei miei articoli… e se non li aveste ancora letti tutti, li trovate qui (http://www.fiabtigullio.it/j3/component/k2/itemlist/user/803-violadecarlo).

Sempre sui pedali, Viola.

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* Svenska Cykelstäder è un'associazione di comuni e regioni che lavorano intenzionalmente per una maggiore e più sicura mobilità ciclistica. I membri regolari sono 35 comuni svedesi e 6 regioni che vogliono rendere il ciclismo quotidiano più attraente.

****Svensk Cykling è un’organizzazione di settore per rivenditori, produttori e importatori di biciclette. Uno dei suoi scopi è di lavorare sulla formazione dell’opinione pubblica per spingere più persone possibili a pedalare più spesso.

*** Cykelfrämjandet, nata nel 1934, è il corrispettivo della FIAB italiana in Svezia.

****Cykelvänlig arbetsplats è un tipo di iniziativa che diversi comuni e regioni intraprendono ogni anno. Probabilmente sarà argomento per un mio prossimo articolo, ma brevemente si tratta di solito di concorsi dove aziende pubbliche e private gareggiano per vincere il premio di “Luogo di lavoro a misura di biciletta”.

 

Ormai siamo in estate e allora ho pensato di dedicare questo articolo alla modalità di viaggio bici+treno qui in Svezia. E per cominciare vi svelo già che purtroppo ci sono molti problemi a riguardo e che paesi come Olanda, Germania e Danimarca sono molto molto più avanti!

La brutta notizia è che sui treni gestiti dalla compagnia statale SJ, che gestisce per esempio il traffico di treni intercity, alta velocità e treni notte, non sono ammesse le bici, se non smontate e portate in apposita valigia. La buona notizia è che invece il trasporto bici è possibile sulla gran parte dei treni regionali, che però sono gestiti da diverse compagnie nelle diverse regioni, e quindi anche le regole possono essere differenti.

Cykelfrämjandet, l’associazione svedese che corrisponde a FIAB, ha fin dai primi anni (è nata nel 1934) puntato sul trasporto bici in treno e ha spesso portato avanti campagne a riguardo, ma a quanto pare con limitato successo. “In altri paesi europei si è compresa di più la potenzialità di questo tipo di trasporto, flessibile ed ecologico”, ha dichiarato la vicepresidente dell’associazione in un’intervista dedicata a questa tematica.

Le ragioni per cui SJ non ha ancora cambiato politica a riguardo sarebbero legate a questioni di puntualità, accessibilità e sicurezza. A me personalmente sembrano scuse comode per non affrontare il problema, visto che in altri paesi ci si riesce! Un altro motivo sarebbe che, secondo indagini di mercato svolte dalla compagnia ferroviaria, la domanda per questo tipo di servizio sarebbe minima in confronto alle richieste in continuo aumento di posti passeggero. Questo però non trova conferma in quello che nel 2008 è venuto fuori da un sondaggio condotto da Banverket*: il 92% degli intervistati riteneva che dovesse essere consentito il trasporto bici su tutti i treni. Da un altro sondaggio, effettuato da Svensk Cykling** nel 2017, è emerso che il 42% degli intervistati utilizzerebbe maggiormente la bici se il trasporto su treno fosse migliore.

La speranza di Cykelfrämjandet è che le direttive europee siano lo sprint iniziale per cambiare finalmente le cose, non solo in Svezia ma in tutta Europa. Secondo ECF***, infatti, il 53% dei collegamenti ferroviari più veloci tra le principali città europee non ammette bici a bordo. Nell’autunno 2020, dopo una lunga campagna di ECF, il parlamento europeo ha votato a favore della proposta di introdurre un minimo obbligatorio di 4 spazi bici su tutti i treni nuovi o rinnovati. E’ stata una conquista per ECF, che però aveva richiesto un minimo di 8 posti e che vorrebbe vedere esteso l’obbligo a tutti i treni. In ogni caso è un grande primo passo avanti!

Nel primo numero del 2021 di Cykling (la rivista che i soci di Cykelfrämjandet ricevono) è uscito un articolo che racconta un’iniziativa personale di una donna con disabilità che, per attirare l’opinione pubblica sulla questione, ha viaggiato da Stoccolma a Sollefteå sul suo triciclo elettrico (circa 500 km, in due settimane) perché anche questo tipo di mezzo, essenziale per alcune persone, non è ammesso sui treni SJ. L’”eroina”, che si chiama Hélène Gladsaxe, auspica una lotta comune per costringere SJ a cambiare le sue politiche per il trasporto a bordo sia di biciclette che di mezzi elettrici come il suo.

Ma come vi avevo anticipato, si possono comunque trasportare le bici sulla maggioranza dei treni regionali! Grazie al lavoro della sede locale di Lund dell’associazione Naturskyddsförening****, sono state create delle mappe specifiche delle tratte ferroviarie che ora vi mostro. La prima, a sinistra, raffigura la Svezia settentrionale, la seconda, a destra, la Svezia centro-meridionale.

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Le linee verdi indicano le tratte dove la bici è ammessa, mentre le rosse quelle dove non è consentita. Inoltre dallo spessore delle linee verdi si può capire la frequenza del servizio (linea più spessa=traffico molto frequente). Però osservando le cartine è evidente che sia complicato o impossibile raggiungere alcune zone con questa modalità di viaggio.

Ci sono poi alcuni aspetti negativi da valutare: per esempio è molto complicato fare viaggi di lunga distanza con questa modalità (e la Svezia è lunga ben 1572 km!), sia per il tempo impiegato utilizzando solo trasporti regionali, sia perché si tratterebbe di cambiare molti treni e magari dover transitare in zone dove il trasporto bici non è ammesso comunque. Le regole per il trasporto bici, inoltre, variano da regione a regione: per esempio il numero di bici ammesse varia da 2 a 6, il trasporto può essere gratuito, come costare 20, 30 o 60 kr (circa 2, 3 e 6 €) o come un biglietto bambino (metà prezzo di un biglietto adulto). La foto di copertina l'ho fatta per esempio su un Krösatåg, treno regionale della regione Småland, su cui ci sono solo 2 posti bici.

Io vivo in Scania (la punta sud della Svezia), dove il trasporto bici è ammesso (e gratuito, da circa un anno) sia sui regionali Pågatåg (vedi immagine a sinistra) che sui treni Öresundståg (vedi immagine a destra) che collegano la Svezia alla Danimarca. Ho viaggiato spesso con questa modalità, sia per escursioni giornaliere in regione, che per ciclovacanze nelle regioni limitrofe. Più avanti vi racconterò certamente qualcuno di questi viaggi! :-)

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In linea di massima non ho mai avuto grossi problemi, però su alcune tratte più trafficate può essere più complicato riuscire a viaggiare con la bici. Per esempio sui regionali in Scania (treni Pågatåg) il trasporto bici è ammesso per un massimo di 6 bici, ma nella stessa vettura dedicata alle bici ci sono anche i posti riservati ai passeggini, ai passeggeri con cane, agli anziani, alle donne incinte e ai passeggeri con bagagli ingombranti. Questo significa che lo spazio per le bici può essere veramente risicato e che non sempre si riescano a mettere 6 biciclette. Mi è capitato di viaggiare con altri cicloturisti su una tratta molto frequentata d’estate, perché porta a località di mare molto visitate: a inizio corsa eravamo 6, ma dopo alcune fermate eravamo una quindicina e le bici ormai occupavano tutto lo spazio del vagone. Questo però, oltre che a impedire il passaggio e causare problemi di sicurezza e accessibilità, mette anche in cattiva luce il trasporto bici agli occhi degli altri viaggiatori e del personale ferroviario.

L’intermodalità bici+treno è veramente una soluzione di trasporto agile, flessibile ed ecologica che dovrebbe essere vista come un obiettivo comune da tutti. Il lavoro che ECF e tutte le altre associazioni (o anche i singoli privati come l’attivista Hélène Gladsaxe) portano avanti è importantissimo, non solo per chi come me vuole viaggiare in treno con la bici. Questo tipo di intermodalità porterebbe benefici a tutta la società, con effetti positivi sulla salute, sull’ambiente e sull’economia. Ecco quindi un buon motivo per sostenere le associazioni come FIAB!

Grazie per l’attenzione che mi avete donato! Se non avete ancora letto i miei precedenti articoli, li trovate qui.

Sempre sui pedali, Viola.

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Note:

*Banverket è stata fino al 2010 l’autorità statale amministrativa delle ferrovie svedesi. Dal 2010 è stata poi formata Trafikverket, che si occupa della gestione di tutti i trasporti sul territorio svedese.

**Svensk Cykling è un’organizzazione di settore per rivenditori, produttori e importatori di biciclette. Uno dei suoi scopi è di lavorare sulla formazione dell’opinione pubblica per spingere più persone possibili a pedalare più spesso.

***ECF: European Cyclists’ Federation, di cui sia FIAB che Cykelfrämjandet fanno parte

**** Naturskyddsförening è la maggiore associazione ambientalista di Svezia, nata nel 1909

 

A Helsingborg (nel sud della Svezia) c'è un meraviglioso spazio didattico destinato ai bambini per insegnare loro come muoversi in bici e a piedi in città rispettando le regole del codice stradale e gli altri utenti.

Si tratta di una cittadina in miniatura, Fredriksstad, dove i bambini possono circolare a piedi e in bici liberamente e in piena sicurezza. La piccola città è attrezzata di tutto il necessario: strade, segnaletica, attraversamenti pedonali, semafori, passaggio a livello, fermata del bus, piccoli caseggiati (utilizzati come magazzini per le biciclette e i caschi), incroci e rotonde.

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Questo spazio ha una lunga storia ed esiste dal 1955. Era stato creato in occasione della grande esposizione di architettura H55. Nel 1958 è stato spostato nella sua attuale posizione, in una zona abbastanza vicina al centro di Helsingborg vicino al parco Fredriksdal. Fino al 2010 le attività, prevalentemente estive, venivano gestite da un'associazione di volontari. Dal 2012 è il comune che si occupa della gestione e del supporto didattico alle scuole.

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Il Laboratorio ambientale, creato dal comune, supporta tutte le scuole sul territorio comunale (comunali e private) nelle varie attività didattiche sul tema ambiente. Il personale si occupa anche di aiutare gli insegnanti a gestire le classi durante le attività svolte all’interno di questo spazio. Tutte le scuole e gli asili del comune possono utilizzare lo spazio didattico anche in autonomia.

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Lo spazio didattico è aperto poi anche al pubblico negli orari non scolastici, quindi gruppi e famiglie possono sfruttarlo per insegnare ai più piccoli a pedalare in sicurezza.

Per le classi equivalenti alla prima elementare il Laboratorio ambientale organizza gratuitamente un programma specifico denominato “In tutta sicurezza”. Il programma è diviso in due parti, una dedicata all'utilizzo dell'energia elettrica in sicurezza, e l'altra ovviamente alla sicurezza stradale che prevede una lezione di 75 minuti:

Correlato a questo è nato il progetto “Portami a scuola” destinato sempre alle prime classi, per stimolare i bambini e i genitori ad andare a scuola a piedi o in bici. Il progetto nasce per migliorare la sicurezza stradale e gli ambienti intorno alle scuole ed è anche un modo per far capire ai bambini come possono influenzare positivamente il traffico e l'ambiente circostante con le loro singole azioni.

Un altro progetto del Laboratorio ambientale è la scuola estiva destinata alla fascia di età 5-8 anni. Si organizzano corsi di una settimana durante le vacanze estive, completamente gratuiti: i bambini vengono divisi in gruppi e imparano a muoversi in città ma in un ambiente completamente sicuro!

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Lo stesso Laboratorio ambientale tra i diversi programmi e progetti che segue (ne cito alcuni: “Voglia di coltivare”, “Rifiuti che ritornano”, “Il bosco dei bambini”, “L'importanza dell'acqua”, “Aria fresca”, “Viaggia con intelligenza” e tanti altri), ne destina uno alle quinte elementari denominato “Patente per bici”, dove i bambini imparano a pedalare questa volta nel vero traffico cittadino.

Per i più curiosi c’è la possibilità di vedere un breve video (in svedese ovviamente, ma le immagini sono comunque eloquenti) qui!

Sarebbe bello poter vedere luoghi simili anche in Italia, e nello specifico nel nostro Tigullio. Sono sicura che, se ci fossero spazi del genere, sarebbero utilizzati non solo dalle scuole, ma anche dalle famiglie! L’idea di insegnare ai propri figli ad andare in bici in mezzo al traffico credo che spaventi molti genitori, che magari la rimandano di qualche tempo proprio per questo motivo. Cittadine come Rapallo e Chiavari, dove la manifestazione Bimbimbici ha sempre riscosso successo, avrebbero bisogno di uno spazio del genere. Potrebbe essere un modo per spingere verso una maggiore mobilità sostenibile in città, a partire dalle famiglie. Non mi dimentico di Sestri Levante, che anche se più ricca di piste ciclabili, potrebbe puntare su un progetto del genere, per esempio all’interno del parco Mandela.

Grazie per aver seguito la mia rubrica! Se non avete ancora letto il precedente articolo, lo trovate qui

Sempre sui pedali, Viola.

Violainbici, inviata speciale

Mi chiamo Viola, ho 36 anni e sono uno dei soci fondatori di FIAB Tigullio Vivinbici. Dal 2015 vivo a Lund, una cittadina universitaria del sud della Svezia, ricca di piste ciclabili e in gran parte pianeggiante, quindi con ottimi presupposti per una mobilità ciclabile! Il mio amore per la bici nasce in adolescenza dove la bici rappresentava per me la possibilità di muovermi tra diverse cittadine del Tigullio in autonomia… poi pian piano è diventata un simbolo della mia volontà di andare contro corrente, di non adeguarmi alla massa… finché poi ho trovato la mia coscienza ambientalista ma anche il semplice piacere di pedalare, respirare e guardare il mondo dal mio sellino. Con questa rubrica vorrei darvi la possibilità di vedere come funzionano (o non funzionano) le cose qui, come spunto di riflessione o anche per semplice curiosità! La mia idea è quella di raccontarvi sia esperienze personali di ciclabilità e cicloturismo, sia di prendere ispirazione dagli articoli della rivista dell’associazione Cykelfrämjandet di cui ovviamente sono socia, che sarebbe poi il corrispettivo di FIAB qui in Svezia.

Cykelpanelen: un progetto del comune di Lund

A gennaio 2020 è partito un progetto del comune di Lund chiamato Cykelpanelen, che potremmo tradurre con l’espressione “tavola rotonda sulla mobilità ciclistica” … mi viene da ridere a proporvi una traduzione così lunga per una sola parola, ma lo svedese è una lingua molto diversa dall’italiano e uno dei suoi pregi è che si possono formare parole attaccandone due o tre in fila e spiegare quindi concetti più lunghi con una sola parola! (piccola deviazione :-) )

Lo scopo del progetto, gestito dall’ufficio tecnico del comune, è coinvolgere persone che utilizzano la bici per spostarsi da, per e dentro Lund e renderle parte attiva dello sviluppo della mobilità ciclistica del comune. Il comune di Lund si è preposto degli obiettivi climatici e di sostenibilità che seguono quelli di Agenda 2030 e quindi il miglioramento della mobilità ciclistica è uno dei mezzi per raggiungere questi obiettivi. Questa tavola rotonda è vista dal comune come la possibilità di vedere chiaramente quali sono le criticità e i bisogni dal punto di vista di chi ogni giorno inforca la sua bici per muoversi, andare a scuola, al lavoro, ecc. L’intento era quello di formare un gruppo di almeno un centinaio di persone (Lund conta circa125,000 abitanti) piuttosto eterogeneo per quanto riguarda età, sesso e residenza: ad esempio dopo un primo reclutamento venne data la priorità a figure poco rappresentate come donne, persone sotto i 40 anni e persone residenti fuori dall’area urbana di Lund.

Quando lessi di questo progetto a fine 2019 mandai subito la richiesta per iscrivermi, perché mi sembrava una cosa molto bella quella di dare la possibilità a chi la bici la usa quotidianamente di dire la sua! L’idea iniziale era quella di organizzare 4 diverse attività per il primo anno: un questionario, un incontro con tutto il gruppo con seminari e dibattiti, una serie di incontri divisi in piccoli gruppi di lavoro per affrontare questioni specifiche e infine un’uscita di gruppo in bici. La pandemia ha purtroppo impedito l’attuazione di questo programma preliminare… e quindi il Cykelpanelen fino ad oggi si è ridotto ad una serie di e-mail con cadenza trimestrale contenenti alcuni questionari, resoconti di questionari precedenti e informazioni su progetti di mobilità sostenibile in corso.

Ora vi faccio qualche esempio di questioni affrontate dal Cykelpanelen:

  • Posteggi per cargo-bike: ai partecipanti è stato chiesto di segnare su una cartina digitale in quali posti vedevano la necessità di aumentare o inserire i posteggi per le cargo-bike, qui piuttosto in voga sia per trasporto di oggetti che di bambini e cani! J
  • A dicembre 2020 è stata inaugurata la prima (e forse anche l’unica…) linea di tram di Lund: la viabilità della città ha subito molte modifiche dovute a questo progetto e quindi anche i ciclisti hanno dovuto adattarsi al nuovo ospite delle strade della città. Anche questa volta è stata mandata una mappa digitale della linea tram dove i partecipanti potevano inserire punti e descrizioni di problematiche legate al nuovo assetto viario. Dal resoconto risulta per esempio il bisogno di più ciclo-posteggi presso il capolinea, la criticità di alcuni incroci dove auto, bus, bici, e tram devono interagire e dove la segnaletica viene percepita come poco chiara, la criticità di alcune piste ciclabili lungo la linea tramviaria che sono a senso unico ma che vengono spesso percorse in entrambi i sensi, la criticità presso alcune fermate della linea di scontri tra pedoni e ciclisti.
  • Soluzioni per incroci: nell’e-mail di marzo ci è stato chiesto di rispondere ad un questionario su diverse soluzioni per gli incroci in presenza di piste e/o corsie ciclabili. Le varie soluzioni erano illustrate con fotografie e i possibili difetti descritti.

Non credo che durante il 2021 il Cykelpanelen potrà organizzare incontri, seminari, lavori di gruppo né tantomeno uscite di gruppo… per il momento dovremo quindi accontentarci di fare sentire la nostra voce tramite questionari e mappe digitali… In ogni caso mi sembra un’esperienza interessante e positiva che anche altri comuni, svedesi, italiani e del mondo potrebbero intraprendere!

Con la speranza di avervi intrattenuto con una lettura interessante…

Sempre sui pedali, Viola.